Crioconservazione degli ovociti: cos’è?

di Giulia Ferri 2

Ne abbiamo parlato all’inizio di quest’anno ma è bene rispolverare l’argomento visto che è recentissimo l’ultimo caso in Italia e ottobre sarà proprio il mese della prevenzione contro il cancro al seno: Alberta, una donna di 37 anni del bolognese, è incinta di tre mesi dopo aver sconfitto un tumore alla mammella ricorrendo alla crioconservazione degli ovociti e a una successiva fecondazione assistita. Sapendo di dover affrontare un ciclo di chemioterapie che l’avrebbero portata probabilmente a non essere fertile, Alberta non ci ha pensato due volte e nel 2008 ha congelato 4 ovociti, con la speranza di coronare il suo sogno di maternità dopo la battaglia contro il tumore.

E ci è riuscita! Ha voluto mandare un messaggio, sicuramente di conforto e di incoraggiamento a chi si trova in un’analoga situazione in cui è si venuta a trovarsi lei:

Quello che vorrei comunicare a tutte le donne colpite dal cancro al seno, come me e’ che davvero non bisogna arrendersi mai, perche’ puo’ esserci sempre un futuro, come io stessa sto vivendo e sperimentando.

Più che “pianificare” una maternità, Alberta è la dimostrazione che nella vita, quando ci si trova di fronte a uno scoglio così grande, bisogna scegliere la vita e attaccarsi all’idea di voler superare la malattia. E invece di pensare esclusivamente alla sua vita, Alberta ha pensato alla vita futura che voleva far nascere in grembo.

Così, finita la chemioterapia ed essersi lasciata alle spalle l’incubo della neoplasia, si è rivolta al Centro di Infertilità e Procreazione Medicalmente Assistita dell’Università di Bologna presso il Policlinico S.Orsola-Malpighi. Come lei stessa spiega:

La scelta di congelare i miei ovuli ha rappresentato per me un modo diverso di affrontare la malattia. La malattia che mi ha colpita, cioè, diventava un percorso che aveva un obiettivo finale, quello di arrivare alla maternità. Per me è stata una scommessa da vincere.

In bocca al lupo ad Alberta per il proseguo della gravidanza.