La carenza di vitamina D in gravidanza favorisce la carie nei bambini

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carie bambini

In gravidanza si decide la salute del bambino per gli anni a seguire. Lo dimostra l’ultimo studio dall’università di Manitoba, in Canada, che ha scoperto che una carenza di vitamina D durante la gestazione indebolisce lo smalto dei denti dei piccolini favorendo lo sviluppo di carie già nei denti da latte.

Per giungere a questa tesi sono state un gruppo di donne in attesa e controllato la salute orale dei loro bambini. Il risultato? Il 33 percento delle donne aveva livelli bassi di vitamina D in gravidanza, il 22 percento dei bambini aveva problemi di demineralizzazione dello smalto e fino al 36 percento dei piccoli aveva già i denti cariati.

Attenzione però perché la D non l’unica responsabile. L’igiene orale della mamma è fondamentale perché i batteri che si trovano in bocca si trasmettono ai bambini, soprattutto lo Streptococcus mutans che provocano la carie. Le future mamme dovrebbero stare molto attente alla loro bocca, non solo perché è risaputo che gestazione e allattamento potrebbero influenzare la salute dei denti, ma anche per prevenire i problemi di denti dei figli. A questo si aggiunge l’importanza di seguire una dieta corretta, che includa nutrienti e vitamine.

Lo studio attesta che la carenza di vitamina D in gravidanza è un fattore di rischio primario nell’insorgenza della carie dei bambini perché induce ad una demineralizzazione dello smalto dei denti, che resistono meno agli attacchi dei batteri del cavo orale.

Ha spiegato Antonella Polimeni, professore ordinario di odontoiatria pediatrica all’università Sapienza di Roma. Aggiungiamo poi che oltre alla propria dieta, bisogna poi prestare attenzione a quella dei piccoli. Come già detto in passato, i piccoli devono evitare le bevande zuccherate, i succhiotti con il miele, soprattutto durante la notte. La pediatra segnala inoltre alcuni latti artificiali addizionati con probiotici in grado di ridurre la proliferazione di streptococco mutans e così anche le carie.

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