Bambini in vacanza con i nonni, come affrontare il distacco?

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La scuola è quasi finita e presto i nostri cuccioli saranno a casa. Come gestire il loro tempo libero mentre noi lavoriamo? Purtroppo non è facile e spesso è anche molto dispendioso. I fortunati che possono contare sui nonni hanno di sicuro progettato una piccola vacanza con loro, ma non è facile staccarsi dai propri bambini. La prima regola è non farsi prendere dai sensi di colpa.  Possiamo anche essere molto dispiaciuti di allontanarci dai piccolini, ma è meglio non farglielo vedere.

Raccontategli di quanto sarà fantastico andare via con i nonni: spiaggia e mare in cui giocare o campi in cui correre e poi tanti divertimenti e altri bambini. Magari potete anche aggiungere di quando voi andavate via con i vostri nonni. Quanto vi siete divertiti? La soluzione migliore è cercare comunque una destinazione non troppo lontana (al massimo due o tre ore di macchina) per raggiungerli almeno nei weekend.

Questo soggiorno fa bene ai bambini che non stanno a casa a partir caldo, ma fa bene anche a voi, ecco perché è importante essere tolleranti. I nonni sono delle figure fondamentali nella crescita del pupo, ma si sa, sono un po’ più permissivi. Accordatevi con loro su certe regole fondamentali e poi sappiate che ci sarà qualche strappo (chiudete un occhio). Prima di partire verificate, se il piccolo va a scuola, quali siano i compiti e decidete insieme fin dove deve arrivare.

Il distacco dai genitori non è per forza una cosa brutta, né per voi né per loro. Può essere un momento di crescita e di svago, soprattutto quando il rapporto è un po’ troppo morboso. State solo attenti a come si evolve il distacco. Il bambino all’inizio piangerà un pochino, ma poi si abituerà alla situazione. Se invece il malessere dovesse prolungare, allora è meglio ripensare ai programmi: forse non è il momento giusto. Altrimenti, qui mi riferisco ai nonni, inventatevi qualche stratagemma. Mia nonna, per esempio, mi metteva nel lettino una camicia da notte di mia mamma con il suo profumo: la sera era il momento peggiore e quella cosa mi tranquilizzava.