Bambini più sereni se la quotidianità si ripete sempre uguale

di Redazione 3

bambini più sereni

Se è vero che i bambini devono abituarsi sin da piccoli alle situazioni nuove è anche, e ancor più vero, che fra i principali e più importanti compiti di un genitore rientra quello di insegnarli a farlo nella maniera più adeguata possibile alle loro esigenze, ovvero senza accessi, soprattutto nei primi tre anni di vita.

Per i bambini di questa età infatti la stabilità, rappresentata dal ripetersi quanto più possibile uguale di gesti e situazioni quotidiane, è di fondamentale importanza per porre le basi di un armonico sviluppo della personalità.  Questo è valido (e possibile) tanto per le mamme che si occupano a tempo pieno della cura dei figli, quanto per quelle che trascorrono  parte della giornata al lavoro e affidano il proprio cucciolo alla tata, alla nonna o alle educatrici del nido.

Già a partire dal quarto-quinto mese di vita bisogna quindi aver cura di stabilire semplici regole ed elaborare dolci rituali che scandiscano in maniera sempre identica le giornate del bambino: le prime regole da stabilire riguardano senz’altro l’ora della pappa e quella della nanna, che devono rimanere sempre invariate; a queste andranno ad aggiungersi via via altre norme sempre più complesse man mano che il bambino cresce (regole di comportamento da tenere in casa e fuori, necessità di lavarsi i denti dopo ogni pasto, tempo che è permesso trascorrere davanti alla tv e così via).

Altrettanto importante per il bambino è che la sua vita sia scandita e regolata da quelli che gli esperti chiamano “rituali” i quali  possono riguardare una molteplicità di situazioni: il bagnetto, la nanna, uscire da casa per andare all’asilo e così via. L’elaborazione e l’attuazione di questi rituali, che non sono altro che una serie di gesti che precedono e accompagnano le attività del bambino, oltre a dare a quest’ultimo la sensazione di aver controllo su un mondo nel quale poter avere fiducia, rappresentano anche un impagabile momento di intesa e condivisione fra il piccolo e la mamma (e/o il papà).

Ne sono esempi leggere al bambino sempre la stessa storia o recitare la stessa filastrocca ogni sera prima di metterlo a letto o seguire sera dopo sera la successione di gesti: cena-doccia/bagno-storia della buonanotte.