Autismo, ridurre il cloruro in gravidanza previene il disturbo

di Mariposa Commenta

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L’autismo è una di quelle malattie che fa davvero paura. Se ne parla tanto e purtroppo se ne sa ancora poco, nonostante i numerosi studi. Durante la dolce attesa, ovviamente, la prima preoccupazione riguarda la salute del bambino, ansia che non abbandona le mamme neanche dopo il parto.  In quei particolari nove mesi, però, le donne sono disposte a qualsiasi rinuncia purché il bimbo nasca sano. Un recente studio, firmato dai ricercatori dell’Aix-Marseille University di Marsiglia, ha dimostrato che ridurre i livelli di cloruro in gravidanza, con un farmaco, riduce il rischio che il bambino soffra di autismo.

Come abbiamo più volte raccontato le cause dell’autismo sono complesse, spesso non sono ancora totalmente chiare. Dallo studio però si è capito che la malattia può svilupparsi, tra le tante cose, per via dell’eccitazione prolungata dei neuroni. Il gaba, il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello, infatti, è responsabile di eccitare i neuroni del cervello di un feto in crescita e li acquieta durante la nascita. Questo meccanismo è protetto dall’ossitocina della madre al momento del parto.

Cosa succede in caso di autismo? Questa interruzione non si verifica e i neuroni restano eccitati anche dopo. Il motivo? Il responsabile sembra essere il cloruro che si accumula in quantità elevate nei neuroni. Per evitare questo rischio si può però utilizzare un farmaco, il bumetanide, che somministrato alle madri in gravidanza, è in grado di ridurre i livelli di cloruro.

È solo uno studio e tra l’altro per adesso è stato testato solo sui topi, ma i risultati sono stati ottimi, tanto che la prole di cavie non ha sviluppato l’autismo, dopo questo trattamento. È molto importante che la ricerchi continui a lavorare per capire le cause di questa patologia, solo così possiamo avere la speranza di battere l’autismo e di vedere i nostri figli crescere felici e sereni.

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