
E’ di appena qualche giorno fa la notizia dell’arresto del primario di ostetricia dell’ospedale Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, per avere incassato tangenti di 15-20 mila euro da coppie che chiedevano di scalare le liste d’attesa per la procreazione medicalmente assistita.
Ma come si è giunti a questo? Qual è la situazione italiana? L’evento accaduto in Veneto ci da l’opportunità per fare luce sulle liste d’attesa infinite e sul turismo procreativo come realtà anche interregionale.