L’aumento di peso in gravidanza è un marcatore dell’autismo

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peso gravidanza

Prendere peso in gravidanza è fisiologico, ma bisogna fare molta attenzione. Esagerare può essere pericoloso per la salute futura della mamma ma anche per il bambino. Deborah Bilder e colleghi dell’Università dello Utah di Salt Lake City (Stati Uniti) hanno scoperto, con una ricerca che combina ben due studi diversi, che il modo in cui la mamma ingrassa durante la gestazione può fornire un’indicazione sui fattori di rischio che portano all’autismo.

Come sapete, l’autismo è un campo misterioso. È una malattia di cui si sta ancora studiando le origini e i meccanismi iniziali, perché spesso è asintomatico. Secondo gli esperti americani, dopo aver monitorato 11mila bambini, un modesto ma significativo aumento del peso guadagnato durante la gravidanza potrebbe essere un marcatore affidabile della presenza di fattori sottostanti che influenzano il rischio di autismo.

Questi risultati non indicano che l’aumento di peso durante la gravidanza sia una causa dei disturbi dello spettro autistico ma piuttosto che possa essere un riflesso di un processo sottostante che influenza anche i problemi dello spettro dell’autismo, come livelli anomali di ormoni o infiammazione.

Ha precisato la ricercatrice, affinché non si cada in errore: aumentare di peso è fisiologico, dipende però da come s’ingrassa. Gli studiosi hanno dimostrato che esiste un’associazione tra l’aumento del peso in gravidanza e lo sviluppo dell’autismo. L’aumento del peso, in studi passati, è stato già associato al livello di esposizione del feto agli ormoni steroidei.

Perché questo studio è importante? Non certo per invogliarvi a ingrassare o a non prendere peso. Come abbiamo detto in altre occasioni, le donne devono aumentare tra i 9 e i 12 chili serenamente. Il valore di queste ricerche, ovviamente, è più alto: prima di tutto forniscono ai ricercatori una direzione precisa da seguire nella ricerca delle cause dei disturbi dello spettro autistico e poi dimostrano che la medicina sta andando avanti e che quella che oggi sembra essere una malattia invincibile, prima o poi non solo sarà curabile ma si potrà prevenire.

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