L’alimentazione nei primi 1000 giorni di vita del bambino: le nuove linee guida

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Il primo anno di vita è sicuramente quello più complesso: bisogna fare attenzione a tutto, soprattutto all’alimentazione. Svezzare i bambini non è la cosa più facile ed istintiva, soprattutto se si sceglie di attenersi alle Linee guida del ministero, soprattutto per prevenire allergie e intolleranze. Alcuni genitori – per questo motivo – preferiscono l’auto-svezzamento, attraverso cui si invitano i bambini a consumare gli alimenti senza una regola ferrea. È una proposta libera di avvicinamento al cibo. Quali sono invece le nuove indicazioni per i primi 1000 giorni di vita del bambino?

svezzamento

Svezzamento

Non può essere affidato solo alla gestione familiare, ma deve essere il pediatra a identificare le esigenze nutrizionali specifiche del bambino.

Latte

Il latte materno è sempre il migliore, quello artificiale può essere sostituito dal latte vaccino dopo il primo anno di vita, mai prima, perché fonte di possibili patologie da carenze nutrizionali e intolleranze alimentari.

Proteine

Devono essere in quantità adeguata provenendo da cibi di origine animale, come uovo, formaggi e latte, ma anche dai legumi.

Spuntini

Dopo l’anno è importante dare un ritmo di alimentazione salutare, e quindi limitare al minimo i fuori pasto e i cibi industriali. La prima colazione deve invece assicurare il 25-30% delle calorie di tutta la giornata.

Zuccheri

Vanno assunti tramite i cereali, evitare quelli aggiunti dei cibi industriali, soprattutto se non sono formulati per i bambini fino a 3 anni.

Sale

Non può essere usato nel primo anno di vita, e dopo va adoperato con moderazione.

Sicurezza

Il bambino non è un piccolo adulto, e i limiti di sicurezza, previsti per i prodotti per loro su pesticidi, ormoni, fitofarmaci, sono diversi da quelli applicati ai prodotti intesi per il consumo solo di adulti.

Baby Food

I prodotti sono buoni e rispettano le esigenze nutrizionali, ma non va usato in modo indiscriminato ed eccessivo. Il bambino deve mangiare quello che consumano i genitori, dopo l’anno di vita, facendo attenzione ai valori nutrizionali, alla sicurezza e alla dimensione.

 

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