Citomegalovirus in gravidanza: ogni anno nascono 5mila bambini con infezione congenita

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Il Citomegalovirus è virus silente, che non va assolutamente sottovalutato soprattutto in gravidanza. In Italia non è previsto lo screening del Citomegalovirus né prima della gestazione né durante e neanche dopo la nascita. Questo fa si che ogni anno si osservino circa 13.000 infezioni primarie da Citomegalovirus nelle donne in gravidanza e che nascano in Italia 5.000 bambini con un’infezione congenita e di questi circa 800 soffrano di severe disabilità permanenti dovute all’infezione congenita.

neonato

È una situazione davvero gravissima. È importante quindi promuovere in Italia, come avviene del resto in Svizzera e in Germania, dei programmi di screening autorizzati pre e durante la gravidanza. E’ questo l’impegno che Amcli – Associazione microbiologi clinici italiani – ha lanciato nel corso della conferenza internazionale sull’infezione congenita da Citomegalovirus umano, organizzata dalla Società Europea ECCI (European Congenital Cytomegalovirus Initiative) e in corso a Venezia.

Il Citomegalovirus è un virus appartenente alla famiglia degli Herpes. Si tratta di un virus molto comune che può infettare chiunque. La caratteristica dei virus erpetici è quella, una volta entrati nel corpo, di rimanere latenti all’interno dell’organismo per tutta la vita. In alcuni frangenti però possono riattivarsi come in caso di indebolimento del sistema immunitario

Ha la professoressa Tiziana Lazzarotto, microbiologa presso l’Università degli Studi di Bologna e il Policlinico S. Orsola Malpighi. Spesso l’infezione da Citomegalovirus è asintomatica o comunque presenta sintomi facilmente sovrapponibili ad una blanda influenza. Ecco perché è solo attraverso un test specifico del sangue che è possibile capire se si è entrati in contatto con il virus. Perché è pericoloso in gravidanza? Per la mamma non ci sono pericoli, è il feto che può soffrire.

Il periodo più critico è il primo trimestre della gravidanza. Può essere responsabile di sordità neurosensoriale non genetica in età pediatrica ed è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di deficit visivi, intellettivi e motori. Bisogna intervenire alla nascita:

Se l’infezione è avvenuta durante la gravidanza il bambino, entro le prime due settimane dal parto, dovrebbe essere sottoposto alla ricerca di eventuali anticorpi per stabilire se è positivo al virus. In questo modo, valutando anche altri parametri, è possibile stabilire se è necessario iniziare una terapia antiretrovirale per limitare l’effetto del virus.

 

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