Aborto, che ruolo hanno i papà?

di Mariposa 2

L’utero è mio e me lo gestisco io. E’ questo uno degli slogan più famosi delle femministe italiane. Ma la gravidanza è davvero una questione solo di donne? È vero che la scelta di avere un bambino tocca prima di tutto la mamma e poi il papà, ma all’interno di una coppia il desiderio o meno di mettere al mondo un piccolo dovrebbe essere condiviso.

Spesso purtroppo le signore che decidono per la dolorosa strada dell’aborto sono sole: in alcuni  casi i padri non lo sanno neanche, in altri non hanno voluto prendersi le loro responsabilità. Ma questa situazione non capita solo alle donne che abortiscono, sono tante le mamme che affrontano la gravidanza senza accanto un partner. La domanda allora è: i papà che ruolo hanno?

Non stiamo ovviamente parlando di quegli splendidi padri, di cui è piena la nostra Italia, che si fanno carico della responsabilità, ma di quegli uomini che forse non hanno interpretato nel modo corretto lo slogan di prima (L’utero è mio e me lo gestisco io).  In Francia ha preso il via una campagna di sensibilizzazione sull’Interruzione volontaria di gravidanza dedicata proprio agli uomini, perché – non bisognerebbe neanche dirlo – ma l’argomento dovrebbe riguardare anche loro.

Secondo i dati francesi riportati da Repubblica, la scelta di interrompere la gravidanza vede ogni anno 2 donne su 10 sole. Tenete conto che al di là delle Alpi sono 220 mila l’Ivg annue (in Italia un 40 percento in meno), ciò vuol dire 44 mila signore che affrontano l’intervento più doloroso della loro vita senza poterlo condividere con il partner. Sembra sempre che questa sia una decisione solo femminile. “E’ una tua scelta, ti sarò accanto lo stesso”, è la classica battuta che sentiamo nei film. Ma cosa vuol dire “ti sarò accanto lo stesso”? Avere o non avere un figlio è una cosa indifferente?

Partendo da questo punto di vista, forse anche noi donne non ci poniamo nel modo giusto. Ci aspettiamo che condividano la nostra decisione, positiva o negativa che sia, ma quando non lo fanno, la loro parola vale meno. Ecco perché questa campagna è importante.  Speriamo che serva a cambiare questa visione “rosa” della gravidanza e serva anche ad aiutare tutte quelle mamme che si sono sentite dire “scegli tu” e che ora stanno crescendo il loro bambino da sole.

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