Vaccino anti rosolia, quando farlo, perché ed effetti collaterali

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In ambito scientifico si ritiene che sia assolutamente necessario vaccinare le bambine contro la rosolia, in quanto questa malattia, di per sè banale, può essere causa di serissimi problemi nella donna adulta soprattutto se contratta in gravidanza.

vaccino anti rosolia

Vaccinare soltanto le bambine significa tuttavia permettere al virus della rosolia di continuare a circolare tra la popolazione esponendo le donne incinte non immuni al rischio di dare alla luce un bambino con seri problemi di salute. Di conseguenza è più che opportuno -al fine di ottenere l’eradicazione della malattia -vaccinare anche i maschi. La vaccinazione consiste in un iniezione sottocutanea che può essere effettuata anche in associazione con l’antimorbillo e con l’ antiparotite. I pediatri consigliano di effettuare un richiamo a 6 anni oppure a 12 anni.

 

Cos’è la rosolia?

La rosolia è una malattia comunemente lieve causata da un Rubivirus. È caratterizzata dalla comparsa di piccole macchie rossastre (non a caso è una delle malattie definite esantematiche), da un leggero innalzamento della temperatura corporea, e da malessere generale. Tutti i sintomi scompaiono spontaneamente nel giro di pochi giorni senza lasciare traccia e senza dare luogo a complicazioni. Il problema sta nel fatto che la rosolia se contratta da una donna in stato interessante può danneggiare gravemente l’embrione. Per questo motivo è preferibile vaccinare le bambine quando sono piccole.

 

Effetti collaterali

Il vaccino non produce alcuna reazione sia quando viene somministrato da solo che in associazione all’ antimorbillo e all’ antiparotite.

 

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