Telefono Azzurro, come gestire il rientro a scuola dei bambini 

di Fabiana Commenta

Ancora pochi giorni e la campanella suonerà per molti studenti italiani che si ritroveranno di nuovo dietro i banchi di scuola dopo le vacanze estive.

Ma per chi rientra potrebbe svilupparsi uno stato d’ansia non indifferente che potrebbe manifestarsi anche in modo diverso soprattutto in vista del cambio della scuola. 

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Potrebbero ad esempio verificarsi problemi o ansie legate ad esempio alle amicizie con i nuovi compagni, al nuovo rendimento scolastico, senza dimenticare i rapporti con gli insegnanti o il distacco con la famiglia. 

Riconoscere e gestire i campanelli di allarme che possono essere indicativi di un malessere più generale è estremamente importante per i genitori: ecco perché arriva in loro soccorso il vademecum di Telefono Azzurro (www.azzurro.it) che offre la possibilità di poter supportare i ragazzi e i bambini a scuola. 

 

1 – Sintonizzati con le sue preoccupazioni

Sintonizzarsi con le preoccupazioni del bambino o del ragazzo è importante per i genitori, anche qualche settimana prima dell’inizio di un nuovo anno scolastico.

Tante le cause di angoscia o di stress dalla separazione da casa, i compiti difficili, la paura di prendere brutti voti e di non riuscire a integrarsi nel gruppo di coetanei. 

I momenti di transizione richiedono un’attenzione particolare come l’inizio della prima elementare o della prima media, l’arrivo di una nuova insegnante o il trasferimento dell’amico del cuore. Il bambino dimostra disagio in previsione dell’inizio della scuola, meglio accogliere le sue preoccupazioni con attenzione, ma senza rinforzare la sua ansia.

 

2 – Ascoltare le sue domande, ma non minimizzare

Ascoltare le sue domande, anche se ripetute e insistenti, ma senza minimizzare troppo è importante per creare fiducia nei bambini. 

Riconoscendo e valorizzando i suoi stati di animo si aiuta i bambino anche ad essere più sicuro. 

Meglio cercare di definire insieme una strategia per affrontare gli ostacoli.

Ricordate anche che molto spesso i bambini hanno bisogno di parlare di quello che li preoccupa, ma non vogliono che sia tu a risolvere i loro problemi: quindi è bene imparare a riconoscer la difficoltà mostrandosi si sicuro della sue capacità, ma attenzione a non alimentare l’ansia e magari potreste porre delle domanda lungo il tragitto verso la scuola, o mentre siete in macchina per aiutarlo ad aprirsi. 

 

3 – Recepire i segnali

Attenzione ai segnali: di frequente, i bambini esprimono le loro paure in modo indiretto. Le prime difficoltà potrebbero manifestarsi in sintomi fisici e incudere mal di testa, mal di pancia e difficoltà a prendere sonno, o alterazioni delle abitudini alimentari, stanchezza, irritabilità e chiusura in sé stessi. Se i sintomi persistono, e il pediatra esclude una patologia, è importante capire la causa dell’ansia. Mai esagerare perché non deve arrivare il messaggio che la scuola è un ambiente da non frequentare.

4 – Gestire il momento della separazione

Pianifica il momento del saluto. La separazione dal nucleo familiare può essere molto difficile, per bambini e genitori, in particolare il primo giorno di scuola. 

Nei giorni precedenti, è opportuno introdurre l’argomento con tuo figlio, in modo da poter ridurre l’angoscia di situazioni sconosciute e imprevedibili, o addirittura fare una visita alla scuola. 

 

5 – Attenzione al proprio stress

Meglio imparare a tenere sotto controllo il proprio livello di stress senza le preoccupazioni del bambino. L’inizio dell’anno scolastico coinvolge tutta la famiglia in modo indistinto.  Cerca anche di non trasmettere a tuo figlio i tuoi timori. Molto spesso i genitori si preoccupano che i loro figli abbiano molti amici e siano a loro agio nel gruppo classe, ma attenzione a non caricare i bambini di troppe aspettative. 

6 – Il disagio persiste? Chiedi aiuto

Se il disagio persiste e i segnali non diminuiscono o addirittura si intensificano col passare dei giorni, meglio chiedere il supporto di un professionista, come uno psicologo o il pediatra di famiglia.

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