La Spagna rivede la Legge sull’Aborto: la malformazione del feto non è una causa legale

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Legge sull'aborto

La Spagna sta facendo marcia indietro sulla legge sull’aborto. Per la terza volta, in un solo anno, si prepara a una riforma che dovrebbe essere pronta per l’estate. Il cuore su cui si fonda l’ennesimo cambiamento è il seguente: la  malformazione del feto non sarà più considerato un motivo sufficiente per abortire.

Mariano Rajoy, cattolico, è molto sensibile al tema dell’aborto ed è estremamente vicino alle posizioni della Chiesa. In agenda quindi c’è una riforma volta a garantire i diritti del nascituro per eliminare l’aborto tra i minori, senza l’autorizzazione dei genitori. Politica, invece, che Zapatero aveva portato avanti con forza e apertura.

Nella nuova legge oltre allo stop agli aborti per malformazioni, verranno eliminati anche quelli a seguito di una violenza fisica. Alle donne iberiche non sarà sulla carta negato il diritto all’aborto, ma per farlo dovranno tornare a dare spiegazioni per interrompere la propria gravidanza.

Insomma, la Spagna sta facendo un salto indietro nel tempo di 30 anni, perché la legge cui si ispira è quella del 1985, ma in versione ancora più restrittiva. Perché allora l’interruzione era concessa in caso di violenza (fino alle 12esima settimana), malformazione grave (fino alla 22esima) e rischio per la salute fisica o psichica della madre (senza limite). Consideriamo che nell’Unione Europea, per esempio, la malformazione è una causa legale per abortire.

Che cosa ne pensate? L’aborto non è obbligatorio ed è giustissimo che chi ha fede non lo pratichi e lo condanni. Deve però essere una scelta individuale, soprattutto in uno stato che si professa laico. Non è più corretto lasciare le persone libere e dare l’opportunità a coloro che vogliono sottoporsi a questo intervento di avere i mezzi migliori e più sicuri? L’aborto è sempre esistito: qui c’è il pericolo che le donne possano tornare a farlo in casa, con rischi tremendi per la madre e per il loro bambino.

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