A scuola a piedi? Abitudine in aumento per i bambini più piccoli

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bambine con zainetto

Tra piedibus e nonni e volontari davanti alle scuole per fermare il traffico e lasciare passare i bambini, qualcosa sta finalmente cambiando. Sono in continuo aumento i piccoli che vanno a scuola a piedi: si tratta di un comportamento sano, che aiuta la salute del piccolo di casa, ma favorisce anche il rispetto dell’ambiente, evitando di inquinare con l’uso della macchina.

Secondo l’Istat sono circa un terzo dei bambini: il 33,2% fino a 5 anni, il 38,4% dai 6 ai 10 anni e il 41,7% tra gli 11 e i 13 anni. I dati sono stati diffusi ieri in occasione della Giornata nazionale del camminare organizzata da FederTrek che si svolge domenica 12 ottobre. L’andare a scuola o all’università a piedi, da soli o accompagnati, è un’abitudine in crescita, per utilizzare un termine giovane: si sta viralizzando. L’anno scorso ha interessato il 29% degli studenti contro il 25,9% del 2009.

Quello che però fa pensare è il comportamento dei genitori: solo l’11,5 percento si reca a piedi in ufficio, contro l’88% usa un mezzo di trasporto. E non tutto perché quasi il 70 percento usa un’auto privata, mentre il 5,4 percento si fa dare un passaggio. Poi ci sono le persone che viaggiano su due ruote: si sposta il 3,5% dei lavoratori e il 3,8% usa in bici. Per i mezzi pubblici si va dall’1,9% del pullman o corriera al 6,1% di tram e bus.

I bambini vengono accompagnati a scuola in auto finché sono piccoli: il 57,1% dei cuccioli fino a 5 anni, il 47,5% delle elementari e il 38,7% per i ragazzi delle medie. Si cammina per andare a scuola o all’università più al Sud (36,6%) e nelle Isole (32%) che al Centro (22,1%) e al Nord (26,5%). Insomma, i virtuosi di casa sono coloro che non hanno ancora la patente. E ricordiamo quanto conta fare movimento: serve a combattere l’obesità, che sta diventando un problema patologico per moltissimi paesi. L’esempio, però, dovrebbe arrivare da mamma e papà.

 

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