Ruttino e rigurgito

di Redazione 3

ruttino

Durante la poppata, che sia al seno o con il biberon, il bambino può ingerire insieme al latte una piccola quantità di aria che finisce per accumularsi nella parte alta dello stomaco. Da qui l’utilità del ruttino che ne permette la fuoriuscita, in genere a fine pasto; non è infrequente però che alcuni neonati lo emettano spontaneamente tra una pausa e l’altra dal biberon o durante il cambiamento di seno.

Se il bambino invece ha bisogno di essere sollecitato per fare il ruttino basterà metterlo in posizione verticale e poggiarlo sulle spalle, quindi massaggiargli la schiena o dargli dei colpetti leggeri con il pamo della mano. In alternativa potete metterlo seduto sulle vostre ginocchia e, reggendolo per le ascelle, inclinarlo leggermente ora da un lato, ora dall’altro.

Sappiate però che non tutti i bambini hanno bisogno di fare il ruttino al termine della poppata, quindi se trascorso un certo tempo (diciamo 5 minuti) questo non arriva non è il caso che inistiate.

A volte però insieme al ruttino arriva il temuto rigurgito (non a caso vi conviene sistemare un fazzoletto di cotone sulla spalla prima di appoggiarvi il bambino). Si tratta della fuoriuscita di una piccola quantità di latte molto frequente nel neonato che in realtà però può avvenire anche a distanza di qualche ora dalla poppata. Di per sè non deve preoccupare, ma vale la pena di adottare qualche accorgimento per prevenirlo:

Se allattate con il biberon controllate che il latte fuoriesca regolarmente dalla tettarella e  fate in modo che questa sia sempre piena di latte per evitare il passaggio di aria.

Non cambiate il bambino subito dopo la poppata e mantenetelo in posizione verticale. Allo stesso modo non mettetelo in posizione “infossata” e non trasportatelo sul marsupio.

In genere il rigurgito scompare entro le prime settimane di vita senza interventi particolari. Se però diviene un susseguirsi di conati o avviene a getto, meglio fare due chiacchere con il pediatra.