La pubblicità dei fast food è impressa nelle menti dei bambini

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Si parla tanto della necessità che i bambini mangino cibo sano e genuino ma alla fine chi di noi non ha mai ceduto alla loro richiesta di passare la serata in quel famoso fast food? D’altra parte patatine, hamburger e bibita gassata e zuccherata non sono certo da demonizzare a patto che non li si consumi troppo di frequente. Tanto però basta, a quanto pare, perchè le giovani menti dei nostri figli si affezionino all’idea di mangiarli e provino un immenso piacere alla sola vista dei marchi che li pubblicizzano.

I grandi marchi legati a quello che possiamo definire junk food (cibo spazzatura) sono infatti impressi nelle menti dei nostri figli e la loro sola visione attiva nel loro giovane cervello le aree cerebrali deputate al piacere e all’appetito. A dimostrarlo è uno studio dell’Università del Missouri-Kansas City e del Kansas University Medical Center che ha monitorato un campione di volontari di età compresa fra dieci e quattordici anni con tecniche di neuro-imaging che permettono di visualizzare il flusso sanguigno cerebrale ed individuare le aree del cervello più attive in un dato momento.

Ai bambini sono state mostrate 120 immagini pubblicitarie; alcune erano relative a marchi alimentari, altre no. I ricercatori hanno così potuto osservare che alla sola vista delle pubblicità dei più noti fast food le aree cerebrali deputate ad appetito e piacere risultavano attivate mentre questo non accadeva alla vista di altre immagini.

Il fenomeno è forse abbastanza comprensibile, data la grande appetibilità dei cibi in questione, ma a destare la preoccupazione degli studiosi è il loro contenuto nutrizionale. Già qualche anno fa uno studio pubblicato sul Journal of Law and Economic sosteneva che l’obesità infantile calerebbe del 18 per cento se la pubblicità del cibo spazzatura fosse vietata, al pari di quella delle sigarette. Ma alla luce dei risultati di questo studio viene da chiedersi se non sia ormai troppo tardi.

 

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