Le infezioni alimentari colpiscono soprattutto i bambini tra 1 e 4 anni

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infezioni alimentari

Le infezioni alimentari sono molto diffuse tra i bambini. A dimostrarlo è l’ultimo rapporto dell’ European Center for Disease Control (Ecdc), condotto proprio su questo tema, che non solo mette in luce una situazione cui i genitori dovrebbero prestare un po’ più di attenzione, ma cerca di fare il punto su come prevedere le infezioni dovute agli alimenti e all’acqua tra i bimbi. Secondo Ecdc, le principali vittime di questo disturbo sono i piccoli tra 1 e 4 anni.

Durante lo studio, che ha analizzato le infezioni tra il 2006 e il 2009, si è registrato un incremento del 13 percento delle infezioni da Campylobacter, di cui sono stati registrati 200mila casi nel 2009, e di Escherichia Coli, con 3mila700 casi e un aumento del 9%. Sono in calo le infezioni da Salmonella, che miete circa 105mila vittime l’anno (-33 percento), le shigellosi, le yersiniosi e le listeriosi.

Uno degli alimenti che maggiormente può provocare questo genere di problema è l’uovo, che tanto piace ai bimbi. Il famoso uovo del contadino, che dovrebbe essere più buono, aumenta il rischio: le produzioni non industriali sono spesso sporche e quando le uova vengono lavate, magari per rimuovere le feci delle galline, diventano permeabili ai batteri. Un altro veicolo di infezione è il latte: è importante usare per i bambini più piccoli il latte in formula in forma liquida, e non quello in polvere, che è più suscettibile di contaminazioni. E per il divezzamento? Risponde all’Ansa Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica della Sapienza Università di Roma:

Ci sono molti modi per divezzare il bambino, diversi dei quali sono validi, anche se recentemente si stanno affermando delle mode sbagliate dal punto di vista nutrizionale. Gli errori che mettono a rischio di infezione alimentare i bambini non riguardano tanto ‘cosa’ si prepara ma ‘come’. E’ importante seguire le norme basilari di igiene, che non vuol dire sterilizzare tutto, una pratica inutile che è anzi dannosa per il bambino, ma rispettare alcune regole, la più semplice delle quali ma anche la più importante è lavarsi bene e spesso le mani.

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