Procreazione assistita, individuata una proteina che può migliorare il trattamento

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La procreazione assistita regala il sogno della genitorialità a tante coppie, per alcune purtroppo nonostante gli sforzi resta però solo un sogno. Intraprendere un cammino di questo genere è difficile, costoso e non sempre dà i frutti sperati. Oggi però c’è una speranza in più, perché è stata individuata una proteina capace di indicare il possibile successo di una terapia di procreazione assistita nelle donne con problemi di infertilità.

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Lo studio è stato condotto dal laboratorio di genetica molecolare del centro per la fertilità ProCrea di Lugano in collaborazione con l’università di Ferrara. Giuditta Filippini direttore del laboratorio di ProCreaLab ha così commentato:

Abbiamo riscontrato una correlazione tra livelli elevati della proteina sHLA-G e il successo della terapia, quindi la gravidanza, nelle donne sottoposte a un trattamento di inseminazione artificiale. È il primo lavoro che viene effettuato su questa proteina in questo particolare ambito; i risultati sono decisamente interessanti e possono aprire nuovi ambiti di ricerca. Adesso per indicare la gravidanza si fa riferimento ai livelli di Beta-hCG, studiando invece la sHLA-G si potrebbe arrivare ad individuare la gravidanza prima. Inoltre, andando ad analizzare il gene corrispettivo HLA-G nei due partner, si potrebbe delineare un quadro clinico più preciso della coppia e così intraprendere la terapia migliore per arrivare ad una gravidanza.

Si tratta di una novità assoluta, perché questa proteina si sa essere preziosa nei trapianti, ma è la prima volta che viene affiancata alla medicina della riproduzione. Studi hanno rilevato che la concentrazione della sHLA-G rilasciata dall’embrione è correlata con il successo del transfer nell’utero materno. Perché è importante? Perché grazie a questa ricerca di potrà abbinare i giusti livelli di concentrazione nella madre al successo della terapia. Il trattamento sarà più mirato e approfondito. Ovviamente, non da subito. Ci vorrà ancora un po’ di strada, ma un primo step è stato conquistato.

 

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