Parto in casa, più salutare se la gravidanza è fisiologica

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Il parto in casa, come si faceva una volta, è una scelta di salute. Lo sostiene uno studio del NICE – National Institute for Health and Care Excellence, istituito inglese che si occupa di sanità ed eccellenza nelle cure mediche. Per le donne con una gravidanza fisiologica il parto è più sicuro in casa o nei centri per la nascita, e solo quelle ad alto rischio dovrebbero preferire l’ospedale.

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Questa è la regola generale degli esperti inglesi, che sostengono che la scelta di dove partorire sia un diritto della donna. In realtà, non è proprio così, soprattutto in Italia, dove è oggettivamente difficile assistere a casa tutte le partorienti.

Negli ultimi decenni il parto in casa è stato associato ad una scelta azzardata, pericolosa, ma, scrive su UPPA Alessandra Puppo, ostetrica:

Bisogna cambiare prospettiva e la dimostrazione è che le donne che partoriscono in ambito extraospedaliero subiscono un numero minore di effetti avversi, un minore numero di interventi medici (episiotomia, taglio cesareo, parti operativi con ventosa) oltre a una minore incidenza di infezioni rispetto alle donne che partoriscono in ospedale.

Partorire in casa non comporta rischi più alti né per la madre né per il neonato. Anche dal punto di vista psicologico gli effetti positivi non mancano: la donna diventa più autonoma e protagonista dell’evento, e il nascituro viene accolto in un ambiente familiare, affettuoso. E soprattutto la gravidanza viene trattata come un evento fisiologico e non una malattia.

È però abbastanza complesso fare in modo che le donne siano seguite a casa correttamente. Per questo è necessario istituire dei centri nascita funzionanti (ci sono anche in Italia): si tratta di strutture alternative agli ospedali, comunque con collegamenti garantiti in caso di complicazioni, in cui le donne possono partorire assistite da ostetriche e persone competenti, in un ambiente che ricrea un’atmosfera calda e familiare, in cui si dispone di servizi personalizzati e di tempi più ampi rispetto all’ospedale.

 

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