La tecnologia non aiuta le mamme a stare tranquille, anzi.

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mamme-ansie-dispositiviQualche tempo fa vi ho parlato dei dispositivi Beghelli per la sicurezza dei bambini, un supporto per noi mamme cariche di ansie e paure. Ieri navigando sul sito del Corriere delle Sera ho trovato un articolo che parlava della nostra generazione di mamme, condividendo con i lettori la preoccupazione che ci troviamo in pieno periodo Grande Fratello per ciò che riguarda appunto il controllo dei figli, siano essi neonati oppure adoloescenti.

Il giornalista sosteneva che tutti i moderni apparecchi venduti nei negozi di puericultura e non solo, siano solo degli amplificatori delle nostre ansie e non dei mezzi per placarle. Di oggetti ormai in circolazione ce ne sono a centinaia, trasmettitori, monitor, sensori per il respiro che monitorano e eventualmente scuotono il bambino finché non riprende a respirare. Il problema secondo chi scrive è proprio la non accuratezza di questi oggetti che invece di permettere a noi genitori di dormire sonni tranquilli, ci provoca stress e insonnia, invece di aspettare il pianto dei bambini, ci aspettiamo da un momento all’altro un bip bip.

Fin quando non esistevano questi apparecchi e ci si affidava solo al semplice ma infallibile udito, le mamme riuscivano a dormire esattamente il doppio del tempo di oggi, poiché intervenivano solo quando il piccolo piangeva in modo netto e non se si muoveva o agitava dentro al letto (cosa peraltro normale fino ad una certa età).

Il problema  è che questi apparecchi alimentano l’ansia invece di diminuirla. Non serve monitorare costantemente il bambino a meno che non abbia gravi problemi, piuttosto è importante trasmettere tranquillità

spiega Lauretta Curcio, pediatra milanese che cura amorevolmente duemila piccoli pazienti.

E quando il bambino cresce le cose cambiano? No, ora ci sono i telefoni cellulari adatti per i più piccoli, pochi tasti e nessuna funzione aggiuntiva per permettere al bambino di essere subito rintracciabile, ne esistono modelli che non solo ti permettono di localizzare il bambino ma fanno anche ascoltare cosa gli accade intorno. Per gli adolescenti invece ci sono i localizzatori personali, dispositivi con Gps integrato con i quali possiamo individuare esattamente dove sono i nostri figli e non solo, con certi apparecchi puoi addirittura sapere il ragazzo va in una zona che tu gli hai proibito oppure se supera i limiti di velocità.

Detto ciò credo, per dirla in latino, in medio stat virtus, forse noi mamme non dobbiamo disdegnare l’aiuto della tecnologia ma usarla in modo intelligente e soprattutto in modo non esagerato, d’altronde soprattutto quando i figli sono grandi non possiamo farli sentire come se fossero ai domiciliari. Tu che ne pensi? Sei favorevole o contraria?

1 commento su “La tecnologia non aiuta le mamme a stare tranquille, anzi.”

  1. Salve,
    papà di una bellissima bimba che non sarebbe qui senza queste “diavolerie Tecnologiche”…
    angel care che suona 2 gg dopo il rientro dal parto… avvertendo che la bimba non respirava da 15” e poi altri 5” ancora… svegliati noi ( pausa recupero forze dopo 2 gg di veglia ) genitori e poi svegliata la neonata… beh io da allora dormo sempre tranquillo ( un pò più tranquillo) altro che meno ore di sonno…
    saluti

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