Giugno, tre poesie per i bambini

di Fabiana Commenta

Tre poesie per festeggiare il sesto mese dell’anno

Festeggiamo il mese di giugno e la bella stagione con tre diverse poesie legate al primo mese dell’estate: perfette anche per i bambini più piccoli, sono particolarmente adatte per essere utilizzate anche per qualche biglietto qualche lavoretto di fine anno scolastico.

giugno

Proponiamo Giugno di Giosuè Carducci, Il mese di Giugno di Gianni Rodari, Sole di giugno di Renzo Pezzani.

 

Sono tre poesie brevi e divertenti che celebrano il mese in tutta la sua bellezza,il suo clima e la sua natura per far conoscere il sesto mese dell’anno ai bambini.

 

Giugno di Giosuè Carducci

E’ il mese dei prati erbosi e delle rose; 

il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare.
 Le rose fioriscono nei giardini, si arrampicano
 sui muri delle case. Nei campi, tra il grano,
 fioriscono gli azzurri fiordalisi e i papaveri
 fiammanti e la sera mille e mille lucciole 
scintillano fra le spighe.
Il campo di grano ondeggia al passare 
del vento: sembra un mare d’oro.

Il contadino guarda le messi e sorride. Ancora

pochi giorni e raccoglierà il frutto delle sue fatiche.

 

Il mese di Giugno di Gianni Rodari 

Filastrocca del mese di giugno,

il contadino ha la falce in pugno:

mentre falcia l’erba e il grano

un temporale spia lontano.

Gli scolaretti sui banchi di scuola

hanno perso la parola:

apre il maestro le pagelle

e scrive i voti nelle caselle…

Signor maestro, per cortesia,

non scriva quel quattro sulla mia:

Quel cinque, poi, non ce lo metta
sennò ci perdo la bicicletta:
se non mi boccia, glielo prometto,
le lascio fare qualche giretto.

Sole di giugno di Renzo Pezzani

Giugno! Un bel sole rotondo

promessa del pane d’oro

splende sul nostro lavoro,

la festa alla gente del mondo.

Colma la casa di tutti,

carità buona e fiorita,

porta sapore ai frutti,

l’ombra di là dalla vita.

Porta letizia ai bambini,

provvidenza alle bicocche,

I calabroni ai biancospini,

canti alle cune e alle rocce.

Porta miele agli alveari

incendia l’aureola dei santi,

beve nei fiumi e nei mari

con avide lingue fiammanti.

E muore ogni sera tra i monti,

felice del bene compiuto.

La terra gli scaglia un saluto

dall’arco degli orizzonti.