Er Pelliccia difeso dalla mamma: “E’ stata una fabriziata”

di Redazione 1

Parla a Vanity Fair la madre di Fabrizio FilippiEr Pelliccia, il giovane arrestato dopo le inchieste sulle devastazioni a Roma durante le manifestazioni degli indignati lo scorso 15 ottobre. Sono parole che lasciano al quanto basiti, benchè del tutto comprensibili, ma a mio avviso non giustificabili. Dev’essere al quanto imbarazzante per una madre dare una spiegazione sul perchè un figlio assalta un blindato dei carabinieri in fiamme lanciando un estintore.

Quell’immagine è stata la fortuna di un fotografo, tutto qui. Mio figlio è stato un capro espiatorio. Volevano un volto da fare girare sui giornali e lo hanno trovato.

Probabilmente qui  mamma Ornella dice il vero. Quando accadono fatti di questo tipo c’è sempre il vento del giustizialismo e dell’opportunismo dei media che ci mettono poco a “sbattere il mostro in prima pagina”. Ma sicuramente non è colpa dei giornali se quasi 800 persone si sono resi antagonisti di una manifestazione che si era proclamata pacifista. Quando la smetteremo di difendere a spada tratta questi figli bamboccioni?

La manifestazione era finita. Si è fatto prendere dall’eccitazione: la folla ti tira in mezzo, se sei debole. Lui è un ingenuo, un generoso, uno che aiuta gli altri. È stata una “fabriziata”. Chiamiamo così questi suoi modi di fare, a volte.

La “generosità” di Er Pelliccia ci ha regalato immagini vergognose che Roma ha dovuto mostrare agli occhi del mondo. Con la stessa generosità ha anche regaloto ai fotografi un gesto di “saluto” con le dita del medio ben alzate… “fabriziata” però è un termine che mi piace, potremmo coniare un neologismo per indicare tutte le marachelle dei bambini che trovano un saldo paravento nelle giustificazioni delle loro madri.

Ci riteniamo fortunati, per il figlio che stiamo crescendo. Non sarei così, se lui avesse fatto qualcosa di brutto.

Da mamma esprimo solidarietà ad Ornella, ma l’avrei più apprezzata in veste di persona che sa fare autocritica (per se e per il figlio) e che chiede scusa a tutti piuttosto che nella toga di avvocato delle cause perse (usare l’espressione avvocato del diavolo sarebbe stato troppo severo). D’altronde anche dietro questi ragazzi insicuri, che si professano naziskin, anarchici, dissidenti, black bloc e compagnia bella, non è detto che si nasconda il male assoluto. Ma quand’è che si meriteranno una sonora sculacciata?