Per avere bambini educati bisogna lodarli e non rimproverarli

di Mildred Commenta

Punire i figli nel tentativo di insegnare loro la buona educazione non serve, meglio lodarli per i comportamenti positivi che in tal modo si ripeteranno a discapito di quelli sgraditi a mamma e papà. E’ questa la tesi, a dire il vero non proprio nuovissima, rilanciata dallo psichiatra statunitense Timothy Verduin attraverso le pagine del Wall Street Journal.

Sgridare i bambini e metterli in castigo, afferma l’esperto, serve solo a renderli più aggressivi mentre gli elogi accompagnati da manifestazioni fisiche di affetto come baci e abbracci, in quella che viene definita la terapia di interazione tra genitori e figli, consolidano il rapporto e nutrono l’autostima del bambino. L’approccio, nato per il trattamento di disordini comportamentali e per l’educazione di bambini difficili è adatto però a tutti e a qualunque età, poichè prima si inizia ad impartire la buona educazione meglio è.

Il metodo lascia però perplessi alcuni esperti italiani che non ne condividono l’assunto di base ovvero che il castigo sia da demonizzare tout court. Lo psicoterapeuta Gustavo Pietropolli Charmet avverte:

Bisogna prima di tutto capire qual è la comunicazione implicita contenuta nella trasgressione della regola: nella violazione di un patto c’è sempre, nel bambino, una speranza di potersi affrancare, di crescere. Se capiamo questo suo desiderio e lo aiutiamo a realizzarlo non ripeterà il comportamento scorretto

E a proposito di sgridate e autostima la psicoterapeuta Federica Mormando aggiunge:

Non è questione di giudizi positivi o negativi dati da genitori ai figli quanto di educazione: bisogna educare i bambini insegnando loro poche cose ma chiare e inesorabili. E difenderle con autorità: se il genitore non è autorevole, castigo o no, c’è poco da fare

Gli studiosi statunitensi, poi bocciano anche il dialogo. Provare a far ragionare i bambini, specie i più piccoli, non è un metodo educativo valido.

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