La dispersione scolastica nelle Superiori italiane

di Mariposa Commenta

La dispersione scolastica è una piaga dolorosa della scuola dell’obbligo. Per fortuna, però, i dati che emergono dal secondo Rapporto sulla qualità nella scuola, realizzato da Tuttoscuola, la rivista dedicata agli insegnanti, evidenziano un miglioramento generale, che tocca soprattutto gli istituti del Sud e del Mezzogiorno, dove l’abbandono di solito è più alto. Ovviamente sono stati presi in esame diversi parametri oltre alla dispersione, come il valore del patrimonio delle scuole, il precariato, il numero di alunni per classe e le mense scolastiche.

La dispersione si è ridotta del 2,2% a livello nazionale in tre anni. Le regioni in cui i numeri sono ancora elevatissimi sono Campania, Basilicata, Calabria e Puglia. Quindi non arrivano al diploma il 30,3% degli studenti che si sono iscritti alle superiori. Al Nord Ovest si perde per strada il 32,1%. Tre anni prima erano entrambe al 34% (34,9% nel Nord Ovest, 34,3% al Sud).

È un dato davvero molto interessante, perché mostra un netto miglioramento. C’è da dire che una parte dei giovani che si ritira dalla scuola pubblica, continua in percorsi di formazione privata e non abbandona completamente lo studio. Una stima confermata dai dati Eurostat della Commissione europea, da cui emerge che il 19,7% dei nostri 18-24enni è in possesso al massimo della licenza media: cioè appunto circa 120 mila ragazzi per ogni classe di età.

Ma vediamo meglio che cosa è accaduto negli ultimi tre anni. Alla fine del 2007 avevano abbandonato dopo il biennio in 95 mila, pari al 15,4%, mentre a fine 2010 i dispersi dopo il biennio delle superiori sono stati 103 mila, pari al 16,7%. Questa situazione si è verificata nonostante sia aumentata la fascia d’età della scuola dell’obbligo.  Ciò sta indicare che la dispersione è diminuita in generale, ma è cresciuta nei primi due anni delle superiori.  Per l’esattezza, le Isole restano la maglia nera con il 23,3%, il Nord Ovest sorpassa il Sud (17,6% verso 16,2%), poi il Centro (14,5%) e infine il Nord Est, area con il minor tasso di dispersione (12,7%).