Dal blog “Ma che davvero?”, intervista a Wonderland

di Redazione 3

machedavvero chiara cecilia santamaria

Oggi, per il ciclo di interviste dedicato alle mamme blogger, ospitiamo quella che è diventata una vera celebrità del web: Chiara Cecilia Santamaria, aka Wonderland, del blog “Ma che davvero?” Rimasta incinta “per caso” a 27 anni, al quarto mese di gravidanza apre un blog e… diventa famosa. L’abbiamo intervistata per saperne di più.

Partiamo subito dalla definizione di “mamma blogger”, che immagino ti vada un po’ stretta. Il tuo blog è camaleontico e sempre in evoluzione, un po’ mommy, un po’ fashion, molto photo e qualche volta anche video. Ironico, lucido, schietto e sincero. Come te?

Diciamo che è incasinato e contraddittorio, due caratteristiche in cui mi ritrovo. Mi piace così, trovo che mi racconti molto. Se prima era più incentrato sull’esperienza della maternità, che aveva completamente stravolto la mia esistenza, oggi c’è spazio anche per me stessa, per riflessioni e racconti, per passioni come la fotografia, i viaggi, il design, la moda. Mi piace raccontare quello che succede a me e a mia figlia, adoro lanciare argomenti di riflessione e sentire le opinioni di chi mi legge, ma è anche piacevole lasciar spazio ad immagini e idee per la vita di tutti giorni, una sorta di lifestyle suggerito ma sempre in cerca di nuovi spunti. E la maggior parte delle volte sono i miei fantastici lettori a suggerirli. “Machedavvero” lo scrivo io, ma sarebbe poco senza di loro. Le conversazioni che nascono tra i commenti sono spesso ben più interessanti di qualsiasi post.

Quando Viola, la Polpetta, aveva poco più di anno, scrivevi: “Non sono più quello che ero, ma non sono ancora quello che dovrei essere”. E adesso? La trasformazione si è completata? Che mamma e che donna è oggi Chiara?

Wow, che domanda! Non saprei descrivermi davvero. So solo che in me convivono diverse “anime”. Per fortuna non sporcano, mangiano poco e qualche volta vanno anche d’accordo. Forse la trasformazione di cui parlavo non si completerà mai, ma mi sento in continua evoluzione e sto crescendo insieme a mia figlia. Guardando al passato e ai primi post mi accorgo di essere migliorata molto nel mio rapporto con lei. Chissà, forse sono anche riuscita nel mio proposito di diventare mamma senza lasciare indietro me stessa. Per me è importante, e il blog ne è la testimonianza, continuare a coltivare non solo interessi, passioni e lavoro, ma anche dedicarmi a me stessa e alla coppia. Piccoli spazi che vanno ritagliati sempre e comunque, a mio avviso. Sono convinta che sia meglio una mamma soddisfatta che dedica un’ora in meno al proprio figlio e torna da lui ‘rigenerata’ e con tante cose da raccontargli, piuttosto che una sempre presente, ma annoiata e frustrata. Poi certo, c’è chi è soddisfatta stando sempre insieme al bambino e rispetto la sua scelta (anche se gli spazi di respiro servono sempre). Solo, non fa per me.

L’icona della “mamma perfetta” ha messo in crisi molte donne, ma oggi ci caschiamo molto meno, anche grazie a blog come il tuo.  Come vedi questo rapporto tra le mamme e la rete?

Lo vedo benissimo! Per me è stata una grossa ancora di salvezza nei momenti di solitudine. Nessuna delle mie amiche aveva ancora avuto figli (non ne hanno nemmeno adesso, a pensarci..) e non sapevo con chi condividere i dubbi e le angosce dei primi, confusissimi, mesi con la Polpetta. La rete è stata una finestra sul mondo per fare quattro risate insieme ad altre mamme, ma anche un angolo dove sfogarmi dopo una brutta giornata. Quando ho aperto il mio blog le mamme blogger si contavano sulle dita di una, o al massimo due mani. Oggi il web ne è pieno. Questo significa che le mamme hanno voglia di comunicare, raccontarsi e confrontarsi, non solo con le “mamme del parco” ma con una cerchia più ampia. Hanno capito che la rete è lo strumento giusto per farlo.

Mamme e lavoro, un tema scottante che ti ha toccato da vicino. Per (il molto) talento e (un po’ di) fortuna, te la stai cavando alla grande. Hai qualche consiglio da dare alle donne che vorrebbero conciliare maternità e carriera?

Grazie delle generose proporzioni tra talento e fortuna, anche se credo che essere trovata nel mare dei blog da un editor di Rizzoli è stata la famosa ‘gran botta di C’. Purtroppo non ho grossi consigli: l’argomento è delicato, la situazione italiana pessima e gli equilibri familiari spesso sbilanciati a sfavore delle mamme, come ho scritto in questo post, che ha ricevuto centinaia di accorati commenti. Posso dire che in generale, se come me si lavora da casa come freelance, meglio trovarsi un posto per uscire e dedicarsi al lavoro altrove. Non c’è niente di peggio che essere presenti in casa ma far capire al bambino che non gli si può dedicare tempo, è frustrante e deludente per entrambi.

Parliamo di Lui: che tipo di papà è? E cosa ne pensa del blog, che, per certi versi, ha reso così pubblica la vostra vita privata?

E’ un ottimo papà, purtroppo poco presente per motivi di lavoro. Dal momento che non ha ‘scelto’ di avere in casa una blogger rispetto la sua privacy e il suo diritto a restare dietro le quinte. La cosa buffa è che la mia vita privata che rendo pubblica sul blog non è poi così tanta, parlo di me e di aneddoti quotidiani, ma certamente non condividerei mai online questioni troppo delicate o racconti troppo personali. Oltre a fare la mamma e riportare aneddoti vissuti o visti, faccio tante altre cose. La “vita reale” continua ad essere offline, per fortuna.

Un blog con migliaia di followers, un pagina Facebook con più di 5000 likers, collaborazioni con siti web e magazine e un libro di successo, “Quello che le mamme non dicono“… e poi? Qual è il prossimo “sogno nel cassetto” di Wonderland?

Realizzare i miei progetti, piccoli e grandi che siano. Ho tantissime cose che frullano per la testa, e questo è un momento davvero ideale: sto lavorando ma al tempo stesso posso gestire i miei tempi come desidero. Mi ritengo molto fortunata. Aspettatevi delle sorprese…