Black challenge: si indaga sulla morte della bambina palermitana

di Gio Tuzzi Commenta

E’ ancora irrisolto il caso della bambina palermitana, morta soffocata per aver accettato di partecipare alla sfida black challenge, su Tik-Tok. Non è stato ancora sbloccato il cellulare appartenente alla vittima, nel quale potrebbero essere contenute informazioni maggiori sulla dinamica del fatto. Come tutte le bambine della sua età, anche lei, possedeva uno smartphone ed era attiva sui social. Era un mercoledi, un giorno come un altro, e la piccola, dopo aver cenato con la sua famiglia, si era recata in bagno per fare la doccia. Solitamente, faceva il bagno insieme alla sorellina minore, a cui era molto legata, ma quella sera, la piccola è andata in bagno da sola, portando con sè una cintura elastica appartenente al padre.

 

Il corpo esamine della bambina, è stato trovato sul pavimento del bagno da sua sorella minore che avrebbe dato l’allarme. I genitori hanno chiamato il 118, ma poiché tardava ad arrivare hanno deciso subitaneamente di portare loro stessi la bambina al pronto soccorso. Purtroppo, nonostante la prontezza dei suoi familiari e le cure prestatele presso l’ospedale, la piccola non ce l’ha fatta. Sin indaga ora sul caso e sulla sfida black challenge.

 

Bambina palermitana
Si indaga sulla morte della bambina palermitana

I genitori distrutti dal dolore, hanno dichiarato in diverse interviste di essere stati sempre molto fiduciosi nella loro figlia che era una bambina socievole, allegra e molto social, una bambina che non sarebbe mai arrivata a compire un gesto insano. Cala il mistero sul caso, e si indaga sul social Tik Tok, che è stato preventivamente chiuso agli utenti che dei quali non è accertata l’età anagrafica. Il garante del social, vieta l’accesso ai minori fino al 15 febbraio. Già precedentemente, erano cadute diverse accuse su Tik Tok e sulla mancanza di controllo dell’utenza e sulla scarsa trasparenza.

 

Secondo le indagini, la piccola, avrebbe accettato di partecipare alla black challenge, una sfida di resistenza, a causa della quale, si sarebbe tolta la vita, stringendosi una cintura al collo. Per i genitori, la figlia era fuori di sé; si indaga ora se ci sia stata una sottesa istigazione a partecipare alla sfida, o se la totale ingenuità della bambina, l’abbia portata a perdere la propria vita. I tecnici non hanno ancora potuto accedere al cellulare della bambina, per cui non è stata accertata ancora alcuna verità.

Intanto la classe della piccola, si riempie di lacrime e silenzio e vuoto, un vuoto pesante, quello lasciato da quel banco non più occupato. I suoi compagni le dedicano lettere, disegni e pensieri. Nel cielo volano palloncini bianchi e rosa, si cerca la verità con forza, anche se resta un dolore incolmabile.