Bambini, quando non mandarli a scuola

di Emma Commenta

Il picco dell’influenza sta per arrivare, ma fra raffreddore e sintomi para influenzali, febbriciattola e naso che cola, è raro che i bambini godano di ottima salute con le basse temperature anche se è facile distinguere quando i nostri bimbi sono effettivamente malati e quando sia il caso di non mandarli a scuola per curarli a casa.

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E allora come capire come comportarsi? In aiuto dei genitori arriva il vademecum degli esperti, meglio se associato a una telefonata al proprio pediatra di fiducia e naturalmente a un’attenta osservazione del comportamento del bambino.

Se il bambino ha il naso che cola, ma è di buon umore, gioca e mangia senza cali di tono, allora si può continuare a mandarlo a scuola: d’altra parte il raffreddore rappresenta uno stato quasi normale per i bambini, soprattutto piccoli e che vanno al nido. Attenzione invece se comincia a diventare inappetente o se appare giù di tono.

Quando la febbre è alta è sempre consigliabile chiamare il medico e non mandare il bambino a scuola monitorando anche il suo umore e controllando se mangia con regolarità e se continua a giocare volentieri. In ogni caso è sempre sconsigliato mandare a scuola il bambino con la febbre: meglio tenerlo a casa. 

FEBBRE, LE RACCOMANDAZIONI DEI PEDIATRI

La diarrea e il vomito potrebbero essere causati da un‘intossicazione alimentare e si presentano spesso associati a febbre e dolori. Meglio lasciare il bambino a casa.

Insomma non è il caso di allarmarsi, ma non è nemmeno il caso di trascurare la salute del piccolo: una convalescenza adeguata è sempre consigliata per far sì che il bambino torni a scuola ed eviti spiacevoli ricadute.

 

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