Bambini e cellulare, il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni

di Fabiana Commenta

I bambini piccoli, anche molto piccoli, di età compresa fra i 3 e i 7 anni, sanno usare il cellulare e in generale tutti i dispositivi tecnologici e anche molto bene.

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Una ricerca curata nel 2018 dal Centro per la Salute del Bambino onlus e dall’Associazione Culturale Pediatri in Italia, conferma che 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori e che proprio loro sono fin troppo permissivi visto che il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarre o calmare i bambini in tante occasioni e già nel corso del loro primo anno di vita. Rimediare si può: è bene cominciare ad educare fin da subito i bambini al corretto uso della tecnologia. Ecco perché l’Associazione Parole O_Stili ha redatto il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni presentato a Bari venerdì 30 novembre durante l’evento “Parole a Scuola”, organizzata con Università Cattolica, Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con MIUR e Corecom Puglia.

Edito da Panini Editore, il Manifesto, avrà la forma di un libretto, ed ecco il decalogo tutto da leggere. 

1. (Virtuale è reale)

La rete non è un gioco. È un posto diverso, ma è tutto vero. E anche in rete

ci sono i buoni e i cattivi: bisogna stare attenti!

2. (Si è ciò che si comunica)

In rete bisogna essere gentili. Dietro le foto ci sono persone come noi. Se

dici cose cattive, saranno tristi. O penseranno che sei cattivo.

3. (Le parole danno forma al pensiero)

Prima di parlare bisogna pensarci: puoi contare fino a 10! Così riesci a trovare proprio le parole giuste per dire quello che vuoi.

4. (Prima di parlare bisogna ascoltare)

Nessuno ha ragione tutte le volte. Imparare ad ascoltare è molto bello, perché si capiscono i pensieri degli altri e si diventa amici.

5. (Le parole sono un ponte)

Ci sono delle parole che fanno ridere e stare bene, come una coccola o un abbraccio. E abbracciarsi con le parole è bellissimo!

6. (Le parole hanno conseguenze)

Le parole cattive graffiano e fanno male. Se tu fai male a qualcuno con le parole, poi non è più tuo amico. Tante parole belle, tanti amici!

7. (Condividere è una responsabilità)

La rete è come un bosco: meglio farsi accompagnare da un grande. E non dire mai a nessuno il tuo nome, quanti anni hai, dove abiti.

8. (Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare)

Qualche volta non si va d’accordo: è normale. Ma non è normale dire parole cattive a un amico se lui non la pensa come te.

9. (Gli insulti non sono argomenti)

Offendere non è divertente. Gli altri diventano tristi e arrabbiati. Adesso sei grande e sai parlare: non hai più bisogno di urlare.

10. (Anche il silenzio comunica)

Qualche volta è bello stare zitti. Quando non sai cosa dire, non dire niente! Troverai il momento giusto per dire la cosa giusta.

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