Allergie primaverili, cosa fare se colpiscono in gravidanza

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Allergie primaverili, cosa fare se colpiscono in gravidanza

Continui starnuti, sensazione di naso tappato e che cola, occhi arrossati sono solo alcuni dei sintomi delle allergie primaverili. Chi ne soffre avrà già iniziato a farci i conti. Ma cosa succede se le allergie colpiscono in gravidanza? Come si può cercare di tenere a bada i disturbi connessi nella massima sicurezza per la propria salute e per quella del bambino? Non è del tutto veo che non si possa ricorrere a dei farmaci appositi. Se circa il 20-25 % delle donne in età fertile soffre di allergie è anche vero che durante la gravidanza in molte scoprano che i sintomi ad esse connessi si amplifichino. Rinunciare a curarsi sarebbe impensabile, ma ciò deve essere effettuato tenendo conto dei possibili rischi per la salute del feto.

A questo proposito gli spray nasali che curano sia le allergie che l’asma ed i farmaci antistaminici, soprattutto quelli di prima generazione, sono ben testati e sicuri per quanto riguarda il nascituro, ecco perchè sono consentiti, sempre sotto il controllo del medico, nonostante sarebbe bene evitarli durante i primi tre mesi di gravidanza, periodo durante il quale avviene la formazione degli organi del bambino. Per quanto riguarda i cortisonici il discorso è pressochè identico. Non solo sono consigliati ed innocui in caso di allergie primaverili ma in un certo qual modo si rivelano utili anche nei confronti del bambino, tanto da essere utilizzati nella prevenzione di complicazioni in caso di gravidanze pretermine.

Anche i medicinali omeopatici possono considerarsi un valido aiuto nella lotta ai sintomi delle allergie. Non solo solo innocui essendo privi di effetti collaterali, ma risultano essere anche atossici. Ottimi, a questo riguardo, sono i colliri a base di Camomilla e Eufrasia per curare la congiuntivite derivante da allergia, e lo zinco ed il rame per curare i sintomi in genere.

Non solo, decidere di non curare la propria allergia per salvaguardare la salute del proprio bambino, in certi casi, potrebbe risultare la scelta peggiore in quanto i sintomi non curati potrebbero aggravarsi portando addirittura a forme di asma, anche in donne che non ne abbiano sofferto mai prima. La difficoltà nella respirazione che ne deriverebbe potrebbe di contro portare ad un aumento della pressione sanguigna della mamma o anche ad un flusso di ossigeno insufficiente per il bambino, fondamentale per ciò che concerne il suo corretto e sano sviluppo.

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