Allattamento al seno e tiralatte, uno stress a misura di mamma

di Redazione 1

tiralatte

Durante le 40 settimane di gravidanza, nessuno ci racconta di quanto sia faticoso e stressante allattare al seno, così come può essere frustante stare attaccate al tiralatte diverse ore al giorno. È però così, almeno per alcune mamme. Dopo il parto ogni donna reagisce diversamente: ci sono signore che hanno subito la montata lattea, signore che invece fanno fatica a istaurare un certo feeling con il bebé e signore costrette a ritardare i tempi dell’allattamento magari perché il bimbo ha l’ittero ed è finito sotto la classica lampada, interrompendo il ciclo.

Come abbiamo detto in passato, l’allattamento al seno è sicuramente il modo migliore per alimentare il proprio bambino e per i primi periodi l’unico modo per stimolare bene l’arrivo del latte è sfruttare la formula a richiesta. È però molto dura, soprattutto quando il piccolo fatica ad attaccarsi, non vuole mangiare (probabilmente perché non c’è nulla da succhiare se non un po’ di colostro) o magari perché il seno è dolente.

Spesso una terapia può ostacolare questo processo. Quando accade? Magari se il piccolo è prematuro ed è finito in incubatrice, se è ipoglicemico o ha un po’ di ittero. Tutte situazioni che possono rimandare l’allattamento al seno o renderlo più complicato. Come si affronta questa situazione? Con il migliore amico (si fa per dire) delle neomamme: il tiralatte.

Il tiralatte è uno strumento terrificante, almeno a livello psicologico, ma può davvero salvare la situazione e aiutare ad avviare l’allattamento. Quale utilizzare? Negli ospedali di solito forniscono Symphony di Medela, una specie di pompetta elettrica che stimola il seno. Le prime volte che lo utilizzerete non uscirà nulla, se non qualche goccia di colostro. È importante non demoralizzarsi e attaccarlo ogni due ore, proprio come se fosse il vostro bimbo.

Una volta a casa avete diverse opzioni: noleggiare in farmacia un tiralatte elettrico (sono molto costosi e acquistarlo non ha molto senso) o comperare un tiralatte manuale o portatile. In caso di ragadi, sicuramente farsi procurare dal farmacista il tiralatte dell’ospedale è la scelta migliore, perché sono quelli meno dolorosi e aiutano la guarigione del seno. Quanto costa il noleggio? I prezzi sono variabili: da 1 a 2 euro al giorno, cui spesso è necessario aggiungere il kit sterile personale (ovvero quella parte del tiralatte che si applica sul seno e che ha costi variabili tra i 35 e i 65 euro).

Non riesco a usare il tiralatte? Nessuno è contento di sfruttare questo strumento, ma se ci tenete ad avviare l’allattamento è importante. L’invito è quello di non mollare e di provarci. Non dovete però vivere questa situazione con senso di inadeguatezza. È meglio una donna sana e serena con un biberon in mano, che una mamma depressa che allatta.

Photo Credit | Thinkstock