Bambini con puntura d’ape o vespa, ecco cosa fare

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Può accadere per un bambino, quando gioca all’aperto ed in un ambiente dove la natura la fa da padrone, dover fare i conti con una puntura di insetto. Chiaramente è importante riuscire immediatamente ad individuare cosa l’abbia punto.

Se si sospetta una puntura di ape o vespa, è importante allontanare subito il piccolo dalla zona per evitare ulteriori punture.

puntura bambino

La differenza tra la puntura di ape e di vespa

La differenza fondamentale tra i due insetti è che l’ape lascia il pungiglione conficcato nella pelle (con il sacco velenifero attaccato) e muore, mentre la vespa può pungere più volte senza lasciare tracce. Se si nota un puntino nero al centro del pomfo, si tratta di un’ape: qui è opportuno rimuovere il pungiglione il prima possibile, estraendolo con le dita o con una pinzetta.

La rapidità è prioritaria rispetto al metodo: il veleno viene rilasciato nei primi secondi, quindi il timore di spremerlo ulteriormente è infondato. Dopo aver lavato la zona con acqua e sapone, applicare un impacco freddo o del ghiaccio avvolto in un panno per 10-15 minuti. Il freddo è un eccellente alleato per ridurre il gonfiore e placare il bruciore acuto. È normale che i bambini reagiscano in modo vistoso. Una reazione locale fisiologica comporta dolore, arrossamento e un gonfiore che può raggiungere i 10 cm di diametro, peggiorando nelle prime 24-48 ore prima di riassorbirsi. Finché il problema rimane circoscritto alla zona colpita, si tratta di un’infiammazione gestibile.

Quando preoccuparsi dopo una puntura di ape o di vespa

I segnali d’allarme compaiono quando la reazione diventa sistemica, ossia coinvolge l’intero organismo. A tal proposito è opportuno prestare massima attenzione a fenomeni come: orticaria o macchie rosse su zone del corpo lontane dalla puntura; gonfiore a labbra, lingua o viso; pallore, fiacchezza o sonnolenza improvvisa; difficoltà respiratorie, respiro sibilante o tosse insistente; vomito ripetuto o sensazione di svenimento. In presenza di questi sintomi di anafilassi, è fondamentale chiamare immediatamente i soccorsi (112) e, se il bambino è un soggetto allergico noto, utilizzare subito l’autoiniettore di adrenalina.

Bisogna recarsi poi direttamente al pronto soccorso anche se la puntura è avvenuta dentro la bocca o in gola, poiché il gonfiore potrebbe ostruire le vie aeree. Il pediatra deve essere consultato se la puntura è vicina agli occhi o se nei giorni successivi compaiono pus e segni di infezione da grattamento. Per prevenire le punture, è consigliabile far indossare ai bambini abiti di colori chiari o neutri (evitando toni vivaci e fantasie floreali) e calzature sull’erba. Evitare saponi e creme solari con profumi dolci e prestare molta attenzione a bibite zuccherate o frutta quando mangiate all’aperto. Infine, è importante insegnare ai più piccoli a non agitare le braccia in modo convulso se un insetto si avvicina, per non innescare una sua reazione di difesa.

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