La vaginosi batterica in gravidanza

di Mildred 4

vaginosi in gravidanza

La vaginosi batterica è una delle infezioni vaginali più frequenti e interessa in media il 5-15% di tutte le donne in età fertile, anche durante la  gravidanza. Nella metà dei casi la vaginosi si manifesta con perdite vaginali bianche o grigio pallido, di odore sgradevole, che diventa molto intenso dopo un rapporto sessuale; a volte può anche manifestarsi dolore durante i rapporti sessuali, mentre sono assenti i sintomi tipici dell’infezione, cioè arrossamento, bruciore e prurito. La diagnosi può essere fatta mediante lo Sniff-test, che consiste nell’evidenziare il cattivo odore delle secrezioni  aggiungendo a queste una goccia di idrossido di potassio dopo averle poste su un vetrino, ma anche attraverso l’esame al microscopio e il pap-test.

Quanto alle cause della vaginosi, queste sarebbero da ascrivere ad uno squilibrio della flora vaginale caratterizzato da un’eccessiva proliferazione di germi, quali la Gardnerella vaginalis e il Mycoplasma hominis, e da una contemporanea diminuzione dei lottobacilli; le cause di tale disequilibrio non sono ancora note, ma alcuni esperti ritengono possa essere causato da un uso eccessivo ed improprio delle lavande vaginali.

Quando la vaginosi batterica fa la propria comparsa gravidanza l’infezione, se non trattata adeguatamente, può trasmettersi alla membrana amniotica, determinandone la rottura precoce e aumentando quindi il rischio di parto prematuro; per questo motivo è fondamentale rivolgersi al proprio ginecologo anche in presenza del minimo dubbio e seguire scrupolosamente la terapia prescritta. Quest’ultima può essere attuata attraverso il ricorso agli antibiotici e ai cosiddetti riequilibratori dell’ecosistema vaginale, usati singolarmente o in combinazione.

L’impiego dei riequilibratori dell’ecosistema vaginale è particolarmente indicato in gravidanza: da un lato perchè si preferisce evitare il ricorso agli antibiotici, dall’altro perchè questi, al contrario degli antibiotici, favoriscono la proliferazione di lattobacilli fondamentale per scongiurare il rischio di recidive e garantire il buon esito della gravidanza.

In linea di massima, per limitare le recidive gli esperti consigliano di osservare alcuni accorgimenti, quali asciugare sempre molto bene la zona vulvare, evitare lavande vaginali, a meno che non sia il ginecologo a prescriverle, lavare le parti intime sempre dall’avanti all’indietro per evitare la diffusione di batteri del retto alla vagina, non indossare indumenti intimi troppo stretti e/o sintetici.