Trombofilia in gravidanza

di Mildred 1

Cos’è la trombofilia

Con il nome di trombofilia si indica un gruppo di patologie caratterizzate dalla tendenza alla formazione di trombi, ovvero coaguli di sangue all’interno di un vaso sanguigno. Il sangue coagulato all’interno del vaso (vena o arteria) forma una ostruzione che impedisce al sangue di fluire normalmente. La trombofilia può essere congenita o acquisita.

Trombofilia e gravidanza

In gravidanza è normale che il sangue coaguli più facilmente e se la futura mamma è trombofilica questo fenomeno può presentarsi in maniera ancora più accentuata con ripercussioni sulla sua salute e di quella del bambino che porta in grembo. In questo caso infatti è facile che si creino dei trombi a livello della placenta che compromettono l’afflusso di sangue al feto e possono avere come conseguenza morte intrauterina, insufficienza placentare cronica con ritardo di crescita fetale, gestosi, distacco della placenta.

Trombofilia, nemico silenzioso

Le anomalie nei processi di coagulazione del sangue possono anche essere del tutto asintomatici. Talvolta si giunge a diagnosticarle proprio in seguito a eventi avversi quali aborti ripetuti o complicanze ostetriche intervenute in gravidanze precedenti o nel corso della gravidanza in atto.

Diagnosi di trombofilia

L’individuazione tempestiva di eventuali difetti, congeniti o acquisiti, nei processi di coagulazione del sangue è oggi possibile grazie alla larga diffusione dei test diagnostici per la trombofilia. Il rischio di complicanze ostetriche può essere ridotto grazie al ricorso a farmaci antiaggreganti o anticoagulanti da assumere sotto stretto controllo medico.

Quando è opportuno sottoporsi ai test diagnostici

Le donne che stanno pianificando una gravidanza dovrebbero sottoporsi agli accertamenti necessari per la diagnosi di trombofilia nel caso esista una storia familiare per questo tipo di patologia (alcuni loro parenti stretti, cioè, sono trombofilici) o se presentano una storia riproduttiva sfavorevole costellata di aborti ripetuti o complicanze ostetriche, come accennato. Va da sè che la futura mamma già al corrente della propria condizione di trombofilia deve comunicarlo al medico perchè metta in atto tutti gli accorgimenti necessari.