Ristrutturare casa in gravidanza? Meglio aspettare la nascita del bambino

di Redazione Commenta

Preparare il nido è istintivo. Tutte le mamme in attesa vogliono avere per l’arrivo del loro bimbo una cameretta pronta e il relativo corredino. Un conto però è sistemare una camera, un conto è fare delle modifica alla casa, magari affrontare una ristrutturazione o un trasloco. Questa opzione è totalmente sconsigliabile, lo sostiene una ricerca tedesca che ha dimostrato che certi lavori provocano un incremento considerevole della quantità di composti organici volatili nell’aria, accrescendo la probabilità del bambino di andare incontro a problemi respiratori già nel primo anno di vita.

gravidanza-lavoro-casa

Lo studio ha coinvolto 500 coppie mamma-bimbo seguite fin dall’inizio della gravidanza. La ricerca dimostra che la voglia di sistemare casa diventa sempre più frequente con la scoperta di essere in attesa: due terzi delle donne avevano fatto lavori in casa durante la gravidanza, una su sei aveva cambiato i pavimenti. Ulrich Franck dell’Helmholtz Centre for Environmental Research di Lipsia, coordinatore dello studio, ha commentato:

Si tratta di composti come stirene o etilbenzene, che vengono rilasciati nell’aria e sono poi respirati da chi abita nell’appartamento. I nostri dati mostrano che l’esposizione a queste sostanze in gravidanza comporta un aumento consistente del rischio di problemi respiratori nel bambino durante i primi mesi di vita.

Come comportarsi quindi? Rimandare questo tipo di lavoro fino al termine della gravidanza.

Perché le quantità rilasciate anche se non si utilizzano collanti sono comunque sufficienti a provocare un incremento della probabilità di disturbi nel neonato. In particolare, si dovrebbero evitare le ristrutturazioni massicce se c’è una familiarità per le allergie o l’asma: in questi casi il pericolo di malattie respiratorie nel bambino aumenta addirittura di cinque volte.

Non è tutto, perché secondo i ricercatori i composti organici volatili potrebbero modificare il sistema immunitario del piccolino. A dimostrarlo, la presenza di sostanze inquinanti nel sangue del cordone ombelicale.

 

Photo Credits | Shutterstock / InnerVisionPRO