Prematuri, a Milano la pioniera della neonatologia italiana

di Redazione 3

prematuri-macedonio-melloniEccoci di nuovo a parlare di prematuri, leggendo questa notizia sul Corriere.it devo confessare di essermi commossa, perché questa notizia parla di amore per la medicina, di dedizione per il lavoro ma soprattutto amore per i neonati e per i loro genitori. Ho potuto conoscere tramite questo articolo una donna che è stata la pioniera della cura dei neonati prematuri in Italia e che è diventata una scienziata di fama mondiale, si chiama Iolanda Minoli ed ha creato e diretto dal 1960 l’Unità di terapia intensiva per nati prematuri della Macedonio Melloni, centro di riferimento internazionale della neonatologia perinatale di Milano, una donna che pur non avendo avuto figli suoi ha visto nascere circa 30 mila piccoli che ha accudito amorevolmente assieme alla sua equipe.

Tra poco verrà pubblicata una ricerca condotta dalla Minoli assieme ad altri neonatologi di fama mondiale chiamata Long term outcome of the World’s Smallest Babies cioè «Risultato a lungo termine delle bambine più piccole del mondo», in questo studio vengono analizzate tre premature considerate appunto tra le più piccole al mondo. Nella ricerca si parla anche di Valentina una prematura nata di 450 grammi per 30 centimetri di lunghezza, Valentina è rimasta nel cuore della Minoli, oggi ha 21 anni ed è perfettamente in salute.

Valentina è la dimostrazione di quanto si può fare per i neonati a rischio, cioè per tutti quei bimbi che nascono frettolosi prima del termine di gestazione, o nascono micropremies, cioè di pochi etti. E vorrei che il suo esempio incoraggiasse tante future mamme a non aver paura del rischio di parti prematuri. Perché, è vero che sono in aumento, siamo al 18-20% e di questi l’8% sono costituiti da bambini che a volte possono pesare soltanto 250 grammi, ma oggi le conoscenze pediatriche e le tecniche terapeutiche sono in grado di farli crescere sani come gli altri.

Ha affermato la professoressa Minoli.

Sono i risultati a lungo termine a rivelare quanto una cura sia efficace e valida, ed è per questo che è attesa con fermento un’altra ricerca in cui sono stati studiati i bambini nati alla Macedonio Melloni tra il 1957 al 1977, e particolarmente di coloro nati con peso da 700 a 1200 grammi: migliaia di prematuri, seguiti nel loro sviluppo per 20 anni, controllati nelle loro diverse evoluzioni, monitorati con minuziosa tenacia. I risultati sono assolutamente strabilianti, i nostri piccoli prematuri oggi hanno un’età tra i 30 e i 50 anni e solo tre di loro riportano come conseguenza della loro deficienza ponderale e delle difficoltà respiratorie alla nascita una insufficiente capacità visiva e fanno i centralinisti telefonici. Tutto gli altri sono in salute e hanno avuto delle vite piene di soddisfazioni, ci sono ingegneri, professori universitari, medici, manager; alcuni sono suore e sacerdoti, tantissimi gli artigiani, moltissimi sposati con figli.

La Minoli desidera dare speranza a tutti i genitori che hanno avuto un bimbo prematuro e lo fa con cognizione di causa, visto che è stata lei a portare in Italia tutte le tecniche più all’avanguardia nel mondo e che viene consultata dai presidenti americani rispetto alla pediatria quando sono in progetto delle riforme sanitarie.

Si può fare moltissimo per i piccoli prematuri, specialmente per quelli davvero piccolissimi e per le loro famiglie, e il Macedonio Melloni è un centro molto avanti nelle tecniche per accudire i neonati nati prima del tempo, un esempio su tutti la culla di rianimazione dove i neonati sono protetti come in un nido da una ciambella di stoffa e ascoltano dolci ninne nanne e il battito registrato del cuore della madre.

A volte è bello potersi dire fieri della sanità italiana.