Preeclampsia, individuati i marcatori biologici

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La preeclampsia è una complicanza gravidica che può insorgere dopo la ventesima settimana di gestazione. Interessa, secondo stime recenti, il 5 per cento delle future madri e, nelle sue forme più gravi, può avere conseguenze molto pesanti sulla salute di madre e bambino. Se evolve in eclampsia infatti mette a rischio la vita della madre e conduce alla necessità di anticipare il parto con la nascita prematura del feto. Si capisce bene quindi quanto sia importante diagnosticarla precocemente e intervenire in maniera tempestiva tanto più che i sintomi della preeclampsia possono essere confusi con condizioni del tutto normali in gravidanza quali gonfiore agli arti inferiori, dolore gastrico, rialzo della pressione.

La ricerca per fortuna procede senza sosta e un gruppo di ricercatori del Cottage Health System e dell’UC Santa Barbara College of Engineering sarebbero vicinissimi alla elaborazione di un test basato sulle analisi del sangue in grado di stabilire con precisione assoluta se una donna è affetta o meno da preeclampsia. Attraverso il confronto delle analisi del sangue di un vasto campione di donne in gravidanza sono infatti stati individuati i marcatori biologici, i cosiddetti biomarkers, di questa patologia.

I ricercatori hanno cioè confrontato le analisi del sangue di un gruppo di donne in gravidanza affette da preeclampsia con quelle di un gruppo di gestanti che stava avendo una gravidanza normale. Così nel sangue delle prime sono stati scoperti degli anticorpi che invece erano del tutto assenti nel sangue delle seconde, anche se queste accusavano sintomi che potevano essere confusi con quelli della preeclampsia. Basandosi su questa scoperta gli studiosi stanno lavorando su un test, che si annuncia rivoluzionario e che potrebbe salvare molte vite, fondato proprio sull’individuazione di questi anticorpi nel sangue materno.

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