Ipertensione in gravidanza, l’importanza di riconoscerla e curarla

di Redazione 1

L’ipertensione in gravidanza può degenerare in preeclampsia, una complicanza che si verifica nel 5-10 per cento delle future madri ed è ancora oggi molto temuta. La preclampsia, condizione in cui all’ipertensione si aggiunge il danno renale, può determinare la nascita prematura del bambino, ritardo nello sviluppo del feto e, di conseguenza, la necessità che questo venga sottoposto a cure neonatali invasive e, non di rado, la morte della mamma e del bimbo.

Inoltre, come afferma il dottor Andrea Luigi Tranquilli, direttore della Clinica Ostetrica e ginecologica dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona, la preclampsia rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari nel resto della vita. Secondo una revisione degli studi sul tema, condotta proprio da Tranquilli, infatti, non è raro che le donne che sia state affette da questa patologia in gravidanza vadano incontro a decessi prematuri per infarto o ictus.

Esse sono inoltre più a rischio di trombosi venosa, ipertensione, diabete di tipo 2, insufficienza cardiaca e problemi cognitivi. Si allunga insomma a dismisura la lista delle conseguenze negative legate a questa temibile complicanza gravidica per la madre ma anche la salute futura del bambino non è esente da rischi dello stesso tipo.

Ipertensione, insulino-resistenza, diabete, disturbi neurologici sarebbero più frequenti nei bambini nati da madri affette da preclampsia una volta diventati adulti. Ancora non si conosce il meccanismo alla base di questo fenomeno, forse un processo di deterioramento a lungo termine degli organi di madre e figlio.

Quel che conta, nell’attesa che gli studiosi riescano a capirci di più, è la prevenzione: durante la gravidanza è fondamentale monitorare costantemente la pressione ed eseguire regolarmente l’esame delle urine oltre a seguire una dieta sana e bilanciata e arginare il più possibile la ritenzione idrica. Attualmente la cura consiste nel tenere a bada i sintomi ma l’intervento tempestivo del medico è fondamentale per scongiurare il peggio.

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