Gli errori più comuni che si commettono nello svezzamento

di Mariposa Commenta

Quando si introducono gli alimenti solidi nell’alimentazione del lattante, spesso i genitori compiono diversi errori. Non lo si fa per mancanza di interesse, quanto per superficialità o semplicemente per ignoranza. Quali sono questi errori tipici dello svezzamento?

Dare bebè cibo adulti potrebbe provocare malattie

Tra gli errori più comuni in questa fase c’è quello di aggiungere sale ai cibi. Giuseppe Morino, Resp. UO Educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, ha spiegato:

I cibi offerti contengono già quantità sufficienti di sodio. Inutile e dannoso anche aggiungere zucchero o proporre cibi dolci: “rischiano di influenzare il grado di piacevolezza al palato del cibo e le preferenze alimentari a lungo termine”.

Attenzione anche a non eccedere con le proteine: il latte di vacca (che contiene quasi 4 volte più proteine del latte umano) va introdotto dopo i due anni. Quanto alla carne, non bisogna eliminarla. È molto importante per la crescita del bambino.

«E’ una fonte primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti solitamente assenti (come la vitamina B12), o scarsamente rappresentati (zinco, selenio, niacina e riboflavina), o meno biodisponibili (come il ferro) nei prodotti di origine vegetale. La carne serve a colmare un deficit di proteine e ferro del latte materno, dopo il sesto mese di vita, e favorire un sano sviluppo delle capacità neurologiche e psicologiche».

Secondo la ricerca Doxa/Unaitalia “Le mamme e l’alimentazione dei loro figli” che fotografa comportamenti e opinioni delle 5 milioni di mamme con figli di età compresa tra 1 e 14 anni, realizzata nell’ambito di una campagna informativa sulle carni bianche (online su www.vivailpollo.it) la carne preferita dalle mamme è il pollo per l’84% viene servito almeno una volta a settimana . Infine, un suggerimento per avvicinare il bambino al cibo solido in modo sereno.

«Occorre incoraggiare il bambino a un rapporto multisensoriale con il cibo: sì a sperimentare, toccare, annusare gli alimenti, per aiutarlo a formare un rapporto positivo con il cibo».