Festa delle donne, tre poesie dedicate

di Fabiana Commenta

La donna come tema centrale della poesia di secoli diversi: celebriamo la Festa delle donne con tre poesie dedicate alle donne, le donne che vanno rispettate e amate tutti i giorni e non solo l’8 marzo, giorno che segna le conquiste sociali e politiche delle donne.

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Ecco tre poesie adatte anche ai bambini e dedicate alle donne, Tanto gentile e tanto onesta pare di Dante Alighieri, Donne appassionate di Cesare Pavese, Primavera di Pablo Neruda

Tanto gentile e tanto onesta pare

di Dante Alighieri

Tanto gentile e tanto onesta pare

la donna mia quand’ella altrui saluta,

ch’ogne lingua deven tremando muta,

e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,

benignamente d’umiltà vestuta;

e par che sia una cosa venuta

da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,

che dà per li occhi una dolcezza al core,

che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova

un spirito soave pien d’amore,

che va dicendo a l’anima: Sospira.

 

Donne Appassionate 

di Cesare Pavese 

Le ragazze al crepuscolo scendendo in acqua,

quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco

ogni foglia trasale, mentre emergono caute

sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma

fa i suoi giochi inquieti, lungo l’acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte

sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:

quant’è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva

e si chiamano a nome, guardandosi intorno.

Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,

sono enormi e si vedono muovere incerte,

come attratte dai corpi che passano. Il bosco

è un rifugio tranquillo, nel sole calante,

più che il greto, ma piace alle scure ragazze

star sedute all’aperto, nel lenzuolo raccolto.

Stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo

alle gambe, e contemplando il mare disteso

come un prato al crepuscolo. Oserebbe qualcuna

ora stendersi nuda in un prato? Dal Mare

balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi,

a ghermire e ravvolgere il corpo tremante.

Ci son occhi nel mare, che traspaiono a volte.

Quell’ignota straniera, che nuotava di notte

sola e nuda, nel buio quando la luna,

è scomparsa una notte e non torna mai più.

Era grande e doveva esser bianca abbagliante

Perché gli occhi, dal fondo del mare, giungessero a lei.

 

Primavera 

di Pablo Neruda

Una montagna di luce gialla,

una torre fiorita

spuntò sulla strada e tutto

si riempì di profumo.

Era una mimosa.

FESTA DELLE DONNE, TRE POESIE DEDICATE

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