In farmacia per gli esami diagnostici di “prima istanza”

di Antonella Tramacere Commenta

Con l’avvio della cosiddetta farmacia dei servizi, per usufruire degli strumenti di diagnosi di base, per adulti e bambini, non sarà più necessario recarsi in ospedale o in laboratorio analisi.

La fila per i test generici di prima istanza si farà in farmacia.

Tra circa due settimane, infatti, con l’entrata in vigore del decreto ministeriale sulle “prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo”, (decreto risalente al 16 dicembre 2010) si affideranno alle farmacie gli accertamenti diagnostici che fino ad ora erano riservati ad ospedali e cliniche specializzate.

In parole povere, quando questo provvedimento verrà completamente attuato, sarà possibile praticare in farmacia i test per la determinazione degli analiti, (glicemia, colesterolo e trigliceridi) anche in tempo reale (come nel caso di emoglobina, emoglobina glicata ed  ematocrito). Saranno possibili inoltre la misurazione di componenti delle urine (i comuni esami delle urine), i test dell’ovulazione, di gravidanza e di  menopausa, dei livelli dell’ormone Fsa sempre nelle urine e, dulcis in fundo, i test del colon-retto per la rilevazione di sangue occulto nelle feci.

Inizialmente, gli esami di prima istanza che potranno essere eseguiti in farmacia saranno esclusivamente quelli

“gestibili direttamente dai pazienti in funzione di autocontrollo a domicilio”, ma che “in caso di condizioni di fragilita’ o di non completa autosufficienza, possono essere utilizzati mediante il supporto di un operatore sanitario, presso le farmacie territoriali pubbliche e private”.

Le uniche forme di accertamento non incluse in questa lista sono i prelievi del sangue o di plasma.

Questa novità si prefigura come una vera e propria rivoluzione per l’organizzazione sanitaria, ma anche per le famiglie che vedranno modificate le loro abitudini e i loro punti di riferimento medico-sanitari.

Si attende ancora la pubblicazione totale del decreto per avere accesso ai costi dei nuovi servizi.