Mimetizzare le verdure per farle mangiare ai bambini

di Redazione 4

Tutte noi mamme sappiamo molto bene quanto la verdura sia importante nella dieta del bambino. Sfortunatamente però sappiamo altrettanto bene quanto i nostri pargoli, nonostante gli sforzi in cui ci prodighiamo incessantemente, siano restii a mangiarla.

Ma per quelle di noi che hanno questo problema c’è una buona notizia: a risolvere l’annosa controversia “bambini-verdure” si è infatti impegnato un gruppo di nutrizionisti che ha addirittura svolto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla versione on line del Journal of clinical nutrition.

Gli studiosi, coordinati dalla dottoressa Maureen Spill, hanno testato, su un gruppo di bambini di età compresa fra tre e sei anni, una serie di pietanze contenenti, all’insaputa dei piccoli, verdure sotto forma di purea.

Tra i vegetali imboscati in innocui plum cake e petti di pollo, persino quelli più odiati in assoluto dai bambini come broccoli e cavolfiori. Il risultato è stato strabiliante; i bambini hanno gustato le pietanze in tutta tranquillità mostrando di gradirle esattamente come gli orginali ed hanno così raddoppiato la quantità di verdure consumate riducendo, allo stesso tempo, l’introito calorico giornaliero.

E a chi ribatte che mettere le verdure nel piatto dei bambini a loro insaputa è una vera e propria scorrettezza, la Spill risponde che non si tratta affatto di inganno se i nostri figli gradiscono ugualmente il gusto di ciò che mangiano. Come dire: “Basta non dirglielo!”

D’altra parte, anche in considerazione del dilagare dell’obesità fra i giovanissimi, qualcosa per farli mangiare in maniera più sano bisognerà pur fare e omettere d informare della presenza di verdure nel piatto non è poi così atroce.

I tassi di obesità infantile sono in aumento, e allo stesso tempo i bambini non mangiano la quantità raccomandata di verdure. Le verdure hanno dimostrato di fornire il più basso apporto calorico. Il problema sta diventando riuscire a far mangiare ai figli verdure a sufficienza.

[Fonte: La Stampa]