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Quanto sale aggiungere ai pasti del bambino? I consigli dei pediatri

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Tutti quanti noi, adulti e bambini, consumiamo troppo sale. Nel nostro Paese infatti, il consumo pro capite di sale è di 10 mg al giorno, 5 mg in più della razione gironaliera raccomadata dall’Organizzazione Mondiale di Sanità. Come accennato, questo vale per tutti, bambini compresi con conseguenze non proprio piacevoli sui loro gusti alimentari da adulti e, di conseguenza, sulla loro salute.

Parental training per la cura dell’obesità infantile

L‘obesità infantile è un problema sempre più diffuso anche in Italia; nel nostro paese infatti un bambino su tre è obeso. Da diversi anni i pediatri hanno dato l’allarme ma con esiti scoraggianti, segno che gli approcci tradizionali al dimagrimento non funzionano e che il problema necessita di interventi di più ampio respiro. A partire da questa considerazione ha preso il via il progetto della Clinica pediatrica dell’Università di Milano Luigi Sacco per la cura dell’obesità infantile secondo un modello di derivazione anglosassone che prevede il coinvolgimento di tutta la famiglia: il parental training.

Il cibo spazzatura ai bambini aumenta le allergie, l’asma e gli eczemi

Quante volte abbiamo detto che il cibo da fast food fa male alla salute? Questa regola vale per gli adulti, ma anche per i bambini. E non è solo un’indicazione per evitare che i piccoli di casa possano ingrassare troppo. Secondo un nuovo studio condotto all’università di Auckland, in Nuova Zelandia, in collaborazione con l’università di Notthingam (Gran Bretagna), il junk food aumenta fino al 39% i sintomi delle allergie e peggiora asma, eczema e rinocongiutivite.

Troppo sale nella dieta dei bambini

La dieta dei vostri bambini è troppo ricca di sale. Non dite di no. Non è una questione su cui discutere, ma su cui riflettere e semmai correre al riparo. Secondo i nutrizionisti, il sale è nascosto in moltissimi alimenti, dalla carne al prosciutto, dalle merendine ai biscotti, dal cibo pronto alle banali patatine. Non è necessario quindi prenderne un pizzico per insaporire il piatto, perché già c’è.

Quanto latte dare ai bambini?

I bambini devono bere il latte. Quante volte lo avete sentito dire? È importante perché contiene ferro e vitamine, indispensabili per la crescita, come la D. Esiste, però, una dosa ideale? Ovviamente sì. Si consigliano massimo 2 bicchieri al dì per i bimbi da 2 a 5 anni. Come sappiamo molti piccoli non seguono un’alimentazione controllata ed equilibrata e sono a rischio obesità.

Poca vitamina D e molto bisfenolo per i nostri bambini

La dieta dei nostri figli è carente di vitamina D. Questo è quanto emerso dal diciassetesimo congresso della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza, tenutosi nei giorni scorsi a Palermo. Sempre più adolescenti, infatti, mostrano una carenza di vitamina D. Le cause di questo fenomeno sono molteplici: un rapporto alterato con il cibo, talvolta alla base di uno stile di vita alimentare sregolato e, per gli adolescenti, addirittura l’adozione di modelli alimentari vegani o vegetariani.

Pubertà precoce e cibo spazzatura, c’è un legame?

Non smetteremo mai di dire quanto il consumo di cibo spazzatura nuocia alla salute dei nostri figli. L’obesità infantile, causata anche da un loro eccessivo consumo, dilaga esponendoli in maniera preoccupante al rischio di sviluppare patologie legate a questa condizione sin da giovanissimi. Ma non solo, ad esserne danneggiati sono anche gli ormoni con conseguenze a dir poco nefaste sullo sviluppo fisico e psichico dei bambini.

Il cibo spazzatura influisce sull’intelligenza dei bambini

Di fronte al dilagare di sovrappeso e obesità infantile è nostro dovere interrogarci circa la qualità del cibo che portiamo in tavola per i nostri bambini. Tanto più che la ricerca sul tema non manca di darci notizie sempre più sconfortanti che devono per forza indurci a cambiare, laddove necessario, abitudini prima che sia troppo tardi. Infatti, secondo uno studio condotto dal Dipartimento di psicologia della Goldsmith University of Londono, il cosiddetto cibo spazzatura, oltre a causare obesità, incide negativamente sullo sviluppo cognitivo.

La dieta giusta per il bambino che torna a scuola

Per dare la carica giusta ai bambini che vanno a scuola, è importante studiare una dieta che sia bilanciata e varia quanto più possibile. Spesso ci si dimentica il ruolo del cibo, che non serve solo a sfamare o a togliere qualche “voglia”, ma è fondamentale per la crescita del bimbo e soprattutto perché abbia l’energia e la concentrazione per affrontare l’impegno scolastico.

La dieta dei bambini influenza anche il loro QI

La dieta dei bambini influenza la loro crescita, ma anche la loro intelligenza. Sembrerebbe che i piccoli che dallo svezzamento in poi siano abituati a mangiare sano e in modo equilibrato abbiano già da piccolissimi un QI leggermente più alto.  A sostenere questa tesi è uno studio dell’ University of Adelaide, davvero molto vasto perché condotto su più di 7 mila bambini.

Come stimolare l’appetito dei bambini

I bambini non hanno fame. In questo periodo di caldo proprio non si riesce a farli mangiare con un po’ di gusto: serrano la bocca, sono svogliati e pigri e i pranzi diventano delle battaglie (perse). È normale, care mamme, non abbiate timore. Le temperature di questi ultimi giorni hanno tolto l’appetito agli adulti, perché mai dovrebbe essere diverso per i piccoli di casa?

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Alimentazione del bambino, solo il 25% consuma 5 pasti al giorno

L’alimentazione dei bambini è ben equilibrata? Purtroppo no. Sono pochi i cuccioli che mangiano correttamente, contro un 75 percento dichiarato che consuma pasti sbilanciati. Secondo un’indagine finanziata da Save the Children e Kraft Foods, che punta a fare chiarezza sugli stili di vita dei piccoli di casa (tra i 6 e i 17 anni), solo il 25 percento consuma cinque pasti al dì.

Verdure in tavola, i bambini le mangiano se i genitori ne sono entusiasti

Avete presenti le pubblicità che mostrano personaggi letteralmente estasiati intenti a consumare cibi presentati come prelibatissimi? Non negate che il più delle volte, nel vederli, vi viene voglia di correre al supermercato per acquistarli e trangugiarli anche voi. Come è facile immaginare, sembra che a subire il fascino di tale ostentato entusiasmo siano anche i bambini, soprattutto fino a cinque anni di età. La buona notizia è che questo principio è valido per tutti gli alimenti e si applica anche alle verdure.