Bonus Baby sitter, stop al contributo

di Fabiana Commenta

Con l’arrivo del nuovo anno arriva anche lo stop al bonus baby sitting. Dal 1° gennaio 2019 non è più possibile presentare la domanda per accedere al contributo che non è stato prorogato anche per il 2019.

È quanto comunica l’Inps, attraverso il suo sito confermando quello che era stato anticipato già qualche tempo fa.

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Il bonus era rivolto alle lavoratrici dipendenti pubbliche o private e anche alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata, incluse le libere professioniste che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate,  per poter richiedere, al termine del congedo obbligatorio di maternità e in alternativa al congedo parentale, un voucher del valore di 600 euro mensili finalizzato all’acquisto di servizi di babysitting.I voucher potevano essere utilizzati presso la rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Potevano essere utilizzati entro gli undici mesi successivi al congedo obbligatorio, per un massimo di sei mesi e di tre mesi per le lavoratrici autonome. I contributi baby sitting era stati prima introdotti, poi cancellati con l’abolizione dei voucher, poi ancora ripristinati.  Adesso sono stati del tutto aboliti anche in virtù del nuovo pacchetto famiglia approvato dal Governo.

Anche per il 2019 resta il bonus asilo nido che – come definito dall’art.1, comma 488, legge n. 145 del 30 dicembre 2018 – prevede un importo elevato a 1.500 euro su base annua per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Si tratta di uh bonus che viene erogato ai bambini nati dal 1° gennaio 2016 e che viene utilizzato per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati o per pagare forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche. In questo caso viene corrisposto direttamente dall’Inps in seguito alla domanda del genitore.

VOUCHER BABY SITTER RIPRISTINATI 

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