La leggenda di San Martino raccontata ai bambini

di Fabiana Commenta

È uno dei Santi più amati e venerati di tutto l’Occidente: san Martino di Tours viene ricordato l’11 novembre, giorno che coincide con la sua sepoltura. 

Nato da genitori pagani, fu vescovo di Tours conducendo una vita monastica, ma la storia di San Martino è anche legata alla sua conversione e all’incontro con un mendicante. Vi proponiamo la storia da raccontare ai bambini, con l’episodio del mantello, il più rappresentato a livello iconografico anche dalla storia dell’arte.

SAN MARTINO - SIMONE MARTINI

San Martino, prima della sua conversione religiosa, era un giovane e forte soldato dell’esercito romano. Un giorno di novembre, uggioso e freddo, Martino cavalcava per una strada di campagna e cercava di ripararsi dal freddo e dalla pioggia con un martello pesante che riusciva ad avvolgerlo completamente. 

Gli alberi erano senza foglie, non c’erano fiori e il cielo era grigio: tutto lasciava intravedere l’imminente arrivo dell’inverno e la strada era deserta perché tutti coloro che avevano una casa, avevano cercato un po’ di conforto senza sfidare il maltempo.

In strada però c’era solo un mendicante che se ne stava seduto su un carro, al lato della strada e tremava per il freddo e sotto  la pioggia, cercando invano di ripararsi con gli abiti orami del tutto bagnati.

Quando Martino si accorse del mendicante pensò subito di volerlo aiutare, ma i soldati non erano ricchi e lui non aveva denaro in tasca. Ma dopo aver parlato con il mendicante, pensò a come poterlo aiutare in ogni caso.

Martino estrasse la sua spada e tagliò il suo pesante mantello in due parti offrendone una metà al povero mendicante per aiutarlo a coprirsi.

Il mendicante lo ringraziò di cuore e Martino proseguì con il suo cammino. Proprio in quel momento smise di piovere e spuntò il sole. La notte seguente Martino vide in sogno Gesù vestito con la metà del mantello che il soldato aveva donato al mendicante infreddolito.

Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito. 

Quando Martino si risvegliò scoprì che il suo mantello era integro: decise di lasciate l’esercito e di convertirsi al cristianesimo, fu uno dei fonatori del monachesimo e divenne vescovo di Tours venerato anche dopo la sua morte.

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