Troppi bambini con diabete mellito di tipo 1: è emergenza

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Il diabete nei bambini sta diventando un vero problema. Purtroppo solo in Italia i casi aumentano ogni anno di 3,6 percento e nella fascia d’età tra 0 e 14 anni, colpisce circa il 12,26 piccoli ogni 100 mila abitanti. Questi dati sono stati elaborati dalla Federazione Diabete Emilia Romagna.

Come bisogna muoversi? Intanto è necessario che i genitori stiano molto attenti ad alcuni piccoli segni. I sintomi più evidenti sono la sete continua, la necessità di fare pipì frequentemente (ha ripreso magari anche a bagnare il letto), ha un alito strano. Questi sono i campanelli d’allarme di quello che viene definito diabete mellito di tipo uno nel bambino. Avvertite ovviamente il pediatra. Per verificare la malattia c’è un test molto semplice: una piccola puntura con uno stick per misurare il valore glicemico.

La diagnosi tempestiva è lo strumento numero uno per aiutare il bambino e soprattutto per evitare che abbia danni irreversibili e per prevenire la comparsa di corpi chetonici. Sonia Toni, responsabile del Centro Regionale di Riferimento per il diabete in età evolutiva dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, ha dichiarato:

Sono tantissimi anche i bambini immigrati affetti da questa malattia, l’11% del totale di quelli seguiti dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, per la maggior parte di origine africana: per loro l’accesso a una diagnosi tempestiva è più difficile che mai.

Per affrontare il problema e soprattutto per sensibilizzare i genitori, verranno affissi dei cartelloni informativi e sarà promossa la lettura di un libro: La forza che ho dentro, scritto da Jacopo Ortolani, padre di Plinio, bambino cui il diabete, purtroppo, è stato diagnosticato tardivamente. È un racconto commovente, perché racconta una realtà difficile, ma al tempo stesso è anche un modo per fare prevenzione e per aiutare i genitori, ma anche gli stessi bambini, a tenere presente quelli che possono essere i sintomi da considerare.

 

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