Bambini e animali, quando questi ultimi rappresentano un pericolo?

di Redazione 6

bambino e cane che giocano

Vi abbiamo già parlato di quanto possa essere bello e importante il legame che si instaura fra un bambino e il proprio animale domestico; sfortunatamente però, oltre al rispetto per la bestiola di casa, bisogna insegnare al piccolo che esistono anche situazioni in cui bisogna essere prudenti nel confrontarsi con gli amici a quattro zampe. Quanto detto vale soprattutto quando si incontrano animali “estranei”, perchè di altri o randagi, e più che mai per i bambini abituati ad avere un animale per casa, poichè è naturale che questi ultimi siano portati ad aspettarsi il medesimo comportamento amichevole da tutti gli animali.

In ogni caso, che il bambino abbia o meno confidenza con gli animali, occorre spiegargli che questi non sono peluches ma esseri viventi degni di rispetto, insegnargli ad evitare comportamenti che possono indurre reazioni negative o pericolose nell’animale e a riconoscere quei segnali cui questo ricorre per manifestare paura, diffidenza o aggressività.

Anzitutto vediamo cosa non fare:

Mai toccare un cane o un gatto all’improvviso da dietro se non ha avvertito la nostra presenza;

Non tirare alle bestiole la coda, il pelo o le orecchie, nè lanciare loro oggetti;

Quando cani e gatti rischiano di diventare pericolosi:

Il cane mostra di sentirsi in pericolo quando abbaia, ringhia, tira indietro le orecchie e mostra i denti, in questi casi meglio allontanarsi con calma;

Il gatto si prepara a difendersi gonfiando il pelo della coda, soffia e tira indietro le orecchie, anche in questo caso meglio allontanarsi.

Naturalmente questo non significa che il cane o il gatto che mostrano questi segnali necessariamente aggrediranno il piccolo, ma è meglio essere prudenti anche solo per evitargli uno spavento. Infine, non perdete mai di vista un bambino e un animale che giocano insieme; per quanto gli animali domestici si prestino volentieri a giochi per loro piuttosto sfiancanti esiste il rischio che il bambino esageri con le attenzioni.