L’agopuntura favorisce il rivolgimento del feto podalico

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L’angoscia di molte mamme riguarda il rivolgimento del feto. Tra la 32esima settimana e la 34esima settimana, il bambino dovrebbe lasciare la posizione podalica, per posizionare la testa verso il canale del parto. Il movimento, si tratta di un vero e proprio giro di cui spesso le madri non si accorgono neppure, avviene in questa fase, perché il bimbo ha ancora abbastanza spazio per farlo.

Non dovete vivere questa situazione però con preoccupazione perché non è detto che anche all’ultimo momento il vostro piccolino non trovi la strada giusta. Esistono poi degli aiutini. Tra questi c’è l’agopuntura, che prevede l’infissione di uno o più aghi nel mignolo del piede. È il medesimo punto su cui si lavora anche con la moxibustione che invece non utilizza aghi, ma un sigaro di artemisia.

Questo punto è detto Zhiyin e corrispondono al meridiano della vescica collegato all’utero. Ciò vuol dire che stimolando la zona si dovrebbero aumentare i movimenti fetali e invitare il piccolino a girarsi. Sono pochi gli ospedali che praticano queste tecniche, di solito ci si rivolge a un esperto in agopuntura, a un’ostetrica specializzata o al proprio ginecologo, che potrebbe conoscere questa stimolazione o indirizzarvi verso lo specialista più preparato. Il metodo prevede due applicazioni al dì di circa 15 minuti per un massimo di due settimane. Alla mamma verrà illustrata la tecnica e poi eseguirà la stimolazione a casa, da sola.

Perché il bambino non si è ancora girato? Non c’è un motivo unico. Molte volte, i dottori non trovano neanche una spiegazione. In alcuni casi potrebbe esserci stato un errore nel calcolo delle settimane di gestazione: magari siete indietro di una settimana rispetto a quanto non avete stimato. Può succedere che il bimbo sia già troppo grande e quindi non abbia fatto in tempo. Sono comunque più a rischio le donne con placenta previa o troppo liquido.

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