Hai voluto la carrozzina? Intervista a Giuliana Laurita

di Titti 2

Giuliana Laurita - Mamma in corriera

Dopo aver letto Hai voluto la carrozzina? ho scoperto che avevo letto molti dei blog delle autrici del libro. Una di quelle che mi aveva incuriosito di più è Giuliana Laurita, alias Mamma in corriera. L’ho rintracciata e le ho chiesto se voleva raccontarmi qualcosa del libro e dell’esperienza condivisa con le altre blogger. Una parte dell’intervista la trovate su Libri e Bit. Qui di seguito, invece, trovate quella dedicata a voi lettrici di Tuttomamma.

Tuttomamma: Come vi siete incontrate?
GL: Ci siamo conosciute attraverso i nostri blog. Alcune di noi si conoscevano già personalmente, ma per lo più ci siamo abbracciate per la prima volta l’anno scorso, quando abbiamo giocato insieme a fare le autrici di teatro.

Tuttomamma: Come mai avete scelto di donare i proventi all’associazione Parole di Lulù voluta da Niccolò Fabi?
GL: Volevamo destinare questi soldi ad un”associazione che facesse delle cose concrete, anche sul territorio, e che fosse impegnata nel difficile compito di aggiungere felicità a genitori e bambini. Così quando una delle autrici, Chiara Peri, ci ha parlato della fondazione Parole di Lulù, non abbiamo avuto dubbi: era quello che stavamo cercando.

Tuttomamma: Come è entrato in gioco The Talking Village e come è nata la collaborazione con Huggies?
GL: JWT, l’agenzia di comunicazione di Huggies, ci ha chiesto di collaborare per aiutare Huggies a parlare con le mamme… diversamente perfette, e io e Flavia (Rubino, autrice del blog Ci vorrebbe una coach) non chiedevamo di meglio. Fondamentalmente ci è piaciuta la filosofia dell’azienda, quella di una maternità libera da ansie e frustrazioni, disponibile a prendersi un po’ in giro e a riderci su, se necessario. Proprio quello che avevamo in mente noi quando parlavamo dai nostri blog. Il resto è venuto di conseguenza.

Tuttomamma: Ho avuto la sensazione che le autrici, per quanto autrici anche di blog mammeschi, siano però tutte orientate a non fare della maternità un’esperienza totalizzante. Ovvero mamme sì, ma anche donne, con un lavoro, dei progetti, dei sogni da realizzare… ho letto bene?
GL: Hai letto benissimo. Una delle cose più ansiogene della maternità è la sua capacità di risucchiare nel suo gorgo tutto quello che è stato “prima”. Ma noi sappiamo benissimo che, per quanto nobile possa essere il fatto di diventare madre, nulla potrebbe salvarci dalla frustrazione e dal rimpianto per non essere più donne a tutto tondo. E allora eccoci, fatichiamo il doppio, magari, ma abbiamo anche il doppio delle soddisfazioni.

Tuttomamma: A distanza di tanto tempo, come è cambiato o sta cambiando secondo te il mondo delle mamme blogger e quali sono eventualmente i nuovi temi che le appassionano di più?
GL: Quanto spazio ho? Le mamme sono cambiate molto negli ultimi anni, e non mi riferisco solo alle blogger, che sono un po’ la punta dell’iceberg. Quando ho aperto il mio blog certe cose non si potevano dire: la retorica imperante era quella dei bambini-piezz’-‘e-core, delle madri santificate e votate al sacrificio, tutte cuoricini e colori pastello. Poi ho avuto accesso ad un osservatorio molto speciale: insieme ad altre persone ho organizzato le prime edizioni del Momcamp, il barcamp dedicato alle mamme, e da lì ho potuto osservarle molto da vicino, queste donne meravigliose. Donne che la prima volta si sono conosciute, la seconda hanno detto che avevano dei progetti, la terza li hanno presentati (i progetti).
Sono donne straordinarie, con un grande spirito di condivisione e spesso grandi talenti imprenditoriali. Donne che prendono in mano la loro vita e hanno il coraggio e le capacità di fare in modo che l’essere madri non sia più un alibi per abbandonare i loro obiettivi di vita, sia come persone che come professioniste.
Oggi se scrivo nel mio blog che lavoro dieci ore al giorno e mi piace, o che quest’estate mi sono presa qualche giorno di vacanza solo con mio marito, non mi mangiano più, non mi danno della madre snaturata, non mi dicono più “e allora che cosa lo hai fatto a fare un figlio?”.
E poi c’è l’aspetto sociale. La mai raggiunta pari opportunità tra uomini e donne è diventata una voce importante nell’agenda delle madri, che sono da sempre le più fragili. Un bel cambiamento, direi.

Tuttomamma: Un messaggio, e il titolo di un libro, per le mamme in ascolto.
GL: Il messaggio: non rinnegate quello che siete state prima di diventare mamme, a meno che non lo vogliate davvero. E non sentitevi sbagliate, siete comunque le madri migliori per i vostri figli.
Il libro: Una madre lo sa, di Concita Di Gregorio.