Mostra su Audrey Hepburn per l’Unicef al Museo dell’Ara Pacis di Roma

di Redazione 3

Fino al 4 dicembre, il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita la mostra Audrey a Roma, una rassegna-omaggio a Audrey Hepburn a sostegno dell’Unicef con scatti inediti, video e oggetti personali appartenuti ad una delle icone del nostro tempo . Il Club di Top Donor Amici di Audrey è nato a fine 2010 su iniziativa dell’Unicef Italia e dei figli di Audrey Hepburn, Sean Ferrer e Luca Dotti e grazie all’entusiasmo della giornalista Désirée Colapietro Petrini che ne è testimonial.

Désirée Colapietro Petrini racconta:

Solo un anno fa mia figlia Ginevra, allora undicenne, ha espresso la volontà di voler adottare un bambino. E se fossero mille o ancora più?, le ho risposto. Mi ha sorriso ed è stato in quel momento che ho capito di dover fare qualcosa per tentare di realizzare quanto ci eravamo dette. E’ stato così che ho iniziato la mia collaborazione con Unicef. L’amore per i bambini va oltre ogni cosa ed è la molla che ci porta a dare un senso alla nostra vita di genitore e di persona che sente di voler donare a chi è meno fortunato di noi. Tutti gli Amici di Audrey sostengono Unicef in modo straordinario e sapere di aiutare concretamente dei bambini ci spinge a fare sempre meglio e di più.

L’attività di raccolta fondi del Club degli Amici di Audrey contribuisce alla campagna dell’Unicef  Vogliamo Zero. Ogni giorno nel mondo 22.000 bambini sotto i 5 anni muoiono per cause che possono essere facilmente prevenibili.

Un bambino nato in Africa ha una probabilità di morire entro i 5 anni circa 20 volte superiore a uno nato in Europa. L’Unicef vuole raggiungere l’obiettivo di eliminare la mortalità infantile e il Club, nello specifico, l’affianca sostenendo il progetto di raccolta fondi per il Ciad e lavora a contatto con il dottor Marzio Babille, direttore dei programmi Unicef nella regione di Lac dove si registra un’incidenza crescente della malnutrizione (circa il 22% dei bambini ne soffre in forma gravemente acuta), uno scarso accesso all’acqua potabile, un tasso di copertura vaccinale molto bassa (inferiore al 45%).