Allarme diabete e pressione alta per i bimbini

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Bambini sono diventati nei piccoli vecchietti? La risposta ovviamente è no, anche se sono sempre più numerose le malattie, un tempo appannaggio degli adulti, ad aver “contagiato” i piccoli di casa. Quali? Diabete, ipertensione, colesterolo alto, anoressia e disturbi dell’umore. Il motivo sembra risiedere nello stile di vita, nel tipo di alimentazione (mangiano male e troppo) e fanno poco movimento.

ipertensione

A fornire questo nuovo dato è un’indagine della Società italiana di pediatria, che ha rilevato che il 4% degli alunni delle elementari soffre di pressione alta. Alimenti troppo salati e poco movimento sono le ragioni dell’innalzamento pressorio negli under 10. Non solo, secondo uno studio dell’Henry Ford hospital di Detroit, persino l’uso eccessivo di internet potrebbe aumentare il rischio di pressione altra tra i 10 e i 14 anni.

Se già queste due patologie (ipertensione e depressione) non fossero sufficiente, c’è da sommare anche il diabete di tipo 2 (ovvero quello alimentare) che colpisce il 20 percento dei piccoli. E non finisce qui, la nostra addizione deve comprendere poi l’obesità, spesso responsabile di una serie di patologie, tra cui alcuni disturbi mentali. È di ieri la notizia dell’iniziativa dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione. Nei giovani con sovrappeso allarmante è stato individuato l’accumulo della proteina-spia responsabile della malattia cerebrale dell’età adulta.

Rivolgetevi quindi allo sportello telematico se avete dei dubbi sull’alimentazione dei bimbi, purtroppo il 10% degli under 12 soffre di anoressia o bulimia. Le pazienti anoressiche cominciano ad avere i primi segnali anche a 6-7 anni. È solo con l’amore e l’attenzione di mamma e papà che questi problemi possono essere curati e, meglio ancora, prevenuti. Molte di queste malattie sono frutto dello stile di vita e purtroppo siamo proprio noi genitori a impostarlo e a dare il cattivo esempio. Riflettiamoci, perché possiamo fare la differenza.

 

Photo Credits | Shutterstock / Leah-Anne Thompson

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